Dove comprare La Quadratura del Cerchio

La Quadratura del cerchio, il bag in box di Principe Corsini, contiene 3 litri di Rosso della Costa 2007, un vino prodotto da uve cabernet, sauvignon e merlot della Tenuta Marsiliana, nel cuore della Maremma toscana.
Bag in box è un contenitore con maniglia e rubinetto, avvolto in una scatola di cartone, pratico e sobrio, facilmente trasportabile, che garantisce un’ottima conservazione del vino. Ideale, quindi, per le famiglie e concepito per inquinare meno.
Con un bag in box si risparmiano 4 bottiglie, 4 tappi, 4 capsule, 4 etichette e controetichette.
Oggi, La Quadratura del cerchio è disponibile oltre che nell’ enoteca di Villa Le Corti, a San Casciano Val di Pesa (055. 829301, info@principecorsini.com ) in altri cinque indirizzi:

Amarù, piazza Nazario Sauro 14r - Firenze; tel 055. 288197; info@amarufirenze.it; www.amarufirenze.it

Casa del vino, via dell’Ariento 16r - Firenze; tel 055. 215 609; infotiscali@casadelvino.it; www.casadelvino.it

Santa Croce Wines, via Giovanni da Verrazzano, 10r - Firenze; tel. 055. 2478641 info@santacrocewinecompany.com; www.santacrocewinecompany.com

Vini e Delizie, via dei Banchi 45r - Firenze, tel. 055. 215686; viniedelizie@interfree.it

Vino da Mino, via Aretina, 141 Località Sieci - Pontassieve, tel. 055.8309542; vinodamino@alice.it

Il gioco altruista della cucina

Poteva essere un libro sulla campagna, su i fiori o gli uccelli, un diario di viaggio o una raccolta di corrispondenze a un destinatario vero o immaginario, è invece un ricettario, scritto e dipinto ad acquarello.
Novantanove ricette per cento tavole, dedicate a chi pensa di non saper cucinare, a chi difende una pigra ignoranza e a i più giovani.
In tutti gli altri casi come in questo, il suo valore immediato è quello di offrire indirettamente, ma in maniera esplicita anche un ritratto delle due autrici.
Succede quando l’argomento e il modo di affrontarlo sono concreti, parenti prossimi del dono, della voglia di comunicare qualcosa di essenziale, vicino al benessere e alle sorprese di tutti i giorni.
Il gioco della cucina, un gioco altruista, scritto da Emanuela Notarbarolo di Sciara e illustrato da Fiona Corsini per l’editore Passigli, elenca novantanove ricette, novantanove modi per nutrirsi, affrontando il problema quotidiano di cucinare senza afflizioni in maniera responsabile, salutare e tradizionale.
Un impegno sottoscritto ed apprezzato da Arrigo Cipriani che ne ha firmato la prefazione.
Accanto alla ricetta vera e propria, dove sono descritti scrupolosamente tutti i passaggi necessari ad una buona riuscita, fioriscono le storie personali che rendono vivo e memorabile quel piatto.
Ricordi da cui si spande allegria, buon umore, il lato divertente della vita in famiglia.
Tanto la scrittrice che l’artista dialogano a distanza, l’una con le proprie nipoti, Giulia e Sofia, l’altra con i suoi sei figli, in occasione, ad esempio, della tavola che illustra il rotolo di cioccolata dove compaiono tutti insieme Leone, Neri, Zara, Fiamma, Fabiola, Lucio.
Forse, lo scopo recondito del libro è proprio quello di regalare tra le righe un manuale di attenzioni, una guida così spicciola da apparire segreta per rendere ancora più stretti i rapporti importanti.
Per Fiona Corsini è stata anche la prima occasione di esplorare il mondo dell’illustrazione.
Come pittrice il suo lavoro è, infatti, quello di ritrarre ad acquarello scene e situazioni dal vero www.fionacorsini.it.
«Il gioco della cucina – spiega Fiona Corsini – mi ha invece obbligato a prendere le distanze dal soggetto, a ricreare attraverso la memoria, a costruire a mia volta una ricetta, un racconto visivo.
«Le tavole sono nate dagli aneddoti che affiancano la spiegazione del piatto, a volte addirittura da una semplice frase che ha creato come un’eco. Nulla di didascalico, quindi, ma semmai di evocativo».

Nicola Dal Falco

Il gioco della cucina
Divertirsi e imparare cucinando

di Emanuela Notarbartolo di Sciara
tavole illustrate di Fiona Corsini
Passigli editore - 2009
pagine 233
32 euro

La Fiera del Cioccolato in piazza Santa Croce

A Firenze, in piazza Santa Croce, dal 4 al 7 febbraio, sesto appuntamento con la Fiera del cioccolato artigianale www.fieradelcioccolato.it.
All’incontro, che l’anno scorso ha registrato un’affluenza di 100.000 visitatori, partecipano quaranta espositori provenienti dall’Italia, dalla Francia, dal Belgio e dalla Spagna.
Per la cena inaugurale che si svolge, il 3 febbraio, alle 21, al ristorante I ragazzi di Sipario www.iragazzidisipario.it Principe Corsini partecipa, offrendo Le Corti 2006 Chianti Classico docg, il Marsiliana 2001, prodotto nella tenuta della Maremma grossetana e il Vinsanto Chianti Classico doc Sant’Andrea 1997.

Menu
Caramella di baccalà, gruè di cacao, cremoso di zucca gialla e pomodoro confit
Midollo alla piastra, scalogno glassato al cacao e ceci di Spello
Microbistecca, cioccolato 85%, pecorino, mandorle e rosmarino
Tuorlo d’uovo a bassa temperatura, fave di cacao, spuma di patate di Cetica, blù del Casentino
Risotto vialone nano mantecato bianco, cavolfiore in tre consistenze, aria di cacao
Filetto di maiale al miele e cacao, zucca gialla, composta di scalogno e pomodori canditi
Torta a cura della Bottega del Cioccolato

Il programma

Giovedì 4 febbraio, ore 15, nello spazio degustazioni il maestro cioccolatiere Simone De Castro racconta Quando il Cacao diventò Cioccolato.
Alle 18.30 alla libreria BRAC, via dei Vagellai,18r, presentazione di un’installazione sulle trasparenze del cioccolato a cui seguirà un: Vegan Chocolate Finger Food.

Venerdì 5 e sabato 6 febbraio prenderanno il via due iniziative dedicate ai sensi e al benessere: dalle 10.30 alle 11.30 lezioni di ginnastica dolce in piazza, tenute da Niccolò Poli, esperto in scienze motorie, alla fine delle quali verrà offerta ai partecipanti un spuntino energetico a base di pane e cioccolato.
Alle 19.15 nella Sala da Ballo del Teatro della Pergola andrà in scena Lo spettacolo del gusto con Simone De Castro e Rossella Gatti (l’O’ bottega di profumi artigiali) presentano 12 sinfonie di aromi e profumi. Ad ogni partecipante sarà offerto un omaggio.
Per prenotare: info@fieradelcioccolato.it il costo è di 10 euro; trenta i posti disponibili nelle due serate.
Ancora venerdì 5 febbraio, alle 16, appuntamento con il workshop La semplicità del cioccolato… ovvero il cacao in cucina dal dolce al salato con assaggi a numero chiuso, solo 20 persone saranno ammesse al workshop.

Sabato 6 febbraio, alle 14, spettacolo di lotta medievale in piazza.

Domenica 7, dalle 11 alle 13, incontro con 4 maestri cioccolatai.
Sempre domenica, a partire dalle 15, un’ultima degustazione dedicata al Cambio consistenze e contrasto temperature del cioccolato.

Primi passi e aspettative per il 2010

Tre domande a Duccio Corsini:

Duccio Corsini

Come sono andate le vendite durante le feste. Si intravedono segnali di ripresa?

I risultati nei mesi di novembre e di dicembre sono stati al di sopra delle nostre aspettative sia per quanto riguarda l’estero sia in Italia.
Nonostante ciò, non siamo riusciti a recuperare le vendite perse nel primo semestre del 2009.

Quali sono le risorse che Principe Corsini ha messo in campo in questa congiuntura?

La congiuntura negativa ha stimolato la nostra fantasia. Abbiamo messo a punto un nuovo packaging per tutta la produzione Principe Corsini che uniformi Tenuta Marsiliana a Le Corti ed è nato un nuovo prodotto: il bag in box, il contenitore pratico, ecologico e per famiglie che contiene tre litri di vino rosso della costa: Igt Maremma toscana. Dato il successo, lo proponiamo anche per l’olio.
Inoltre, abbiamo firmato un contratto di licenza con la società milanese The Family Events per il marchio Giardini in Fiera che, dopo tre anni, riprenderà la sua attività con due appuntamenti: uno a Firenze in aprile e uno, quello tradizionale, a Le Corti in settembre.
Sono anche soddisfatto di come siamo riusciti a raccontare il nostro concetto di life style Italia.

E sul piano operativo e commerciale?

Nel corso del 2009 abbiamo, innanzitutto, ottimizzato i costi di coltivazione e produzione con un risparmio complessivo del 10 per cento senza compromettere, però, il livello qualitativo.
Anche quest’anno, proseguiremo sulla strada di una migliore destinazione dei costi.
Dal punto di vista commerciale, abbiamo investito sulle risorse umane interne ed esterne, introducendo una nuova figura, quella di export manager, individuato in Luca Furlotti. Lo scopo è di servire meglio i nostri clienti esteri e di aprire nuovi mercati.
Nel 2009, Barbara Toschi è diventata responsabile del mercato italiano e questo ha migliorato i risultati, così come la presenza di un market manager per Firenze e Provincia ha permesso di consolidare la domanda per i vini prodotti a Le Corti.
Con queste premesse, mi aspetto una crescita a due cifre delle vendite sia in termini di volume sia di fatturato.

Luca Furlotti, export manager di Principe Corsini

Da qualche giorno, Principe Corsini può contare su un nuovo collaboratore. Luca FurlottiSi tratta di Luca Furlotti che ha assunto l’incarico di export manager, responsabile vendite per l’estero dei Vini e Olii delle due tenute: Le Corti nel Chianti Classico e Marsiliana nella Maremma grossetana.
Con l’aggiunta di questo tassello, la struttura organizzativa si irrobustisce, consentendo una risposta più immediata alle esigenze del mercato estero.
Luca Furlotti, 36 anni, originario di Alessandria, ha studiato scienze delle comunicazioni all’Università di Torino e seguito corsi di cultura d’impresa, interessandosi subito al settore enogastronomico, prima come giornalista e redattore di guide per Slow Food e poi, assumendo, in varie aziende vitivinicole del nord e centro-sud Italia, importanti incarichi direttivi.

«Sono onorato dell’interesse che Duccio Corsini mi ha dimostrato - spiega Luca Furlotti - e sono felice della possibilità di lavorare in due dei terroir più interessanti d’Italia. Avendo maturato esperienze importanti nel giornalismo e nella produzione, sono un responsabile commerciale un po’ atipico che predilige le aziende di medie dimensioni , fortemente motivate.
«Di Principe Corsini mi hanno subito colpito il dinamismo e la freschezza d’animo impressi dal suo titolare, ed un approccio all’impresa vitivinicola estremamente professionale.
«Caratteristiche che si riflettono nella grande qualità di vini, capaci di interpretare i terroir di San Casciano e della Marsiliana.
«Confido di poter dare il mio attivo contributo all’affermazione internazionale del marchio, così come è accaduto nelle mie precedenti esperienze, e mi impegnerò al massimo in questa direzione».

L’appetito del bello è l’appetito del buono

Ma chi è Angelo Spettacoli, autore del libro Il bello è il buono, dedicato alla filosofia, tecnica e cucina delle belle arti? Si dichiara virtuale, un personaggio virtuale che collabora al libro Cristina Show – Frammenti di una vita, tiene una conferenza a Pistoia sulla Didattica come opera d’arte, compone a quattro mani un testo per la mostra convegno Il possibile dal punto zero, frequentata dai giovani critici d’arte e per la biografia del proprio migliore amico, Aldo Spoldi.
Sua è anche l’introduzione a Lezioni di filosofia morale del filosofo Andrea Bortolon che, non a caso, in quelle pagine gettava le fondamenta della teoria dei personaggi virtuali e di cui sfuggono altri dati anagrafici.
Sull’argomento ritorna con una lettura alla Sorbona, riguardo operazioni e opere della Banca di Oklahoma, tra arte ed economia finanziaria, nel cui logo si riconosce la silhouette del Signor Bonaventura e la Ruota di Bicicletta di Duchamp, di nuovo funzionante sotto un sellino.
Non virtuali sono, invece, Gualtiero Marchesi, il Cuoco, Nicola Salvatore e Aldo Spoldi, insieme artisti e docenti all’Accademia di Brera, uno di pittura e l’altro di tecniche e tecnologie della pittura.
È molto probabile che Angelo Spettacoli siano in realtà tutti e tre in questo volume, edito da Skira e introdotto con parole ferme da Loredana Parmesani docente dell’Istituto Europeo di Design.
A meno che il ceronettiano suonatore d’organetto con l’infallibile sorriso da clown, fotografato da Met Levi nell’ultima di copertina, sia il vero autore e i tre spavaldi sue proiezioni ortogonali. Resta un ultimo dubbio e cioè che anche Met Levi non esista.
Può sembrare una lunga premessa, ma è il minimo che si possa scrivere, suggerendo la lettura immediata di Il bello è il buono.
Angelo Spettacoli, alias Marchesi, alias Salvatore, alias Spoldi è il buon insegnante che percorre le epoche come contrade e per ognuna indica la direzione del vento e della
storia, ricavando dal viaggio una mappa dell’arte da dispiegare in diciassette lezioni sotto gli occhi degli studenti di Brera.
Mentre è Platone a proteggere l’impresa, con la famosa formula che ha suggerito il titolo, la ragione del viaggio, da cui dipende anche la scelta dei compagni di strada, è che l’arte
moderna e i ristoranti nascono contemporaneamente dai lombi della Rivoluzione francese.
L’improvvisa disoccupazione dei cuochi e lo sfratto dal Louvre del vecchio inquilino diffondono per il mondo la cucina nobile e aprono le porte, il 10 agosto 1793, alle collezioni d’arte, riconosciute patrimonio di tutti e visitabili dalle 9 alle 16.
La nuova dimestichezza con il sublime, con il pane spirituale del mondo, richiede quindi di regolare la macchina del tempo, di mettersi in comunicazione con il passato e il presente, di fare luce come pretende chi si siede in aula ad imparare.

Il banchetto come istallazione d’arte
Un istinto vitale chiama alla comprensione e, con la stessa forza, a render conto dei morsi della fame. I greci non definivano logodeipnon, banchetto di parole, il loro pasto principale?
Così Gualtiero Marchesi soggiogato all’idea di: «fare cucina dove si respiri e si recepisca l’arte… dove rinascimento e contemporaneo si rimettano al valore universale del convivio… e ciò che conta è l’istante preciso e tutto quello che si può offrire».
Un piccolo banchetto, parentesi di sguardi, intenzioni e gesti, simile ad un’istallazione d’arte, grazie a cui «potersi concentrare sul massimo della qualità, proporre le situazioni più particolari, dedicarsi, spiegare, creare contatto».
L’amore per la verità, la filosofia, l’aspirazione al bene: «non sarebbe forse questa la valorizzazione massima della cucina e della sua essenza»?
Ma se la saggezza, la sophia, si accomoda volentieri a tavola e ci fa insistere sulla metafora del cibo, se addirittura la vulgata leggendaria racconta che Leonardo e Botticelli gestissero insieme la Locanda delle ranocchie, se Toulouse-Lautrec è l’autore di un libro di ricette o se Mengs avvicina il gusto dell’arte a quello della gola, predicando cibi leggeri, è certo che, allora, qualcosa di inestricabile lega il bello al buono.
Cosa sia lo precisa proprio il pittore di Montmartre, dei suoi bordelli e caffè: «L’accuratezza, la precisione, l’umiltà – scrive – sono il segreto di ogni successo artistico e culinario. L’arte e la cucina hanno in comune il rispetto per le stesse qualità e cioè l’abilità, la tenacia, l’originalità dell’ispirazione, la fedeltà alla tradizione».
Aggiungendo che: «in ogni arte, e ciò vale anche per la cucina, la grande raffinatezza consiste nella sintesi e nella semplicità. Evidentemente è necessario rifarsi alla tradizione,
ma bisogna dimenticarla, senza tuttavia tradirla per ignoranza o per negligenza, o per non volerne tenere conto. È così che si diventa cuochi senza pregiudizi, anarchici che nella confezione di un piatto riconoscono soltanto la legge dell’equilibrio imposto della natura».
Quasi un manifesto, senz’altro un patto che Angelo Spettacoli, uno e trino, sottoscrive.

L’arte preistorica e la carbonella
Da questo punto in poi, cominciano le vere sorprese e i capitoli si susseguono limpidi, sapidi, crepitanti.
Il sacro fuoco dell’arte brucia insieme ai primi cibi cotti e con un tizzone spento si animano di figure il fondo delle grotte.
Ancor’oggi, la carbonella serve al pittore per tracciare segni sulla carta e sulla tela. Di seguito si dà la ricetta per fabbricarsela, scegliendo rami di salice bianco, oppure di vite e nocciolo. Necessità che può coesistere e confondersi con la cottura, là per là, di una bistecca alla fiorentina.
L’essere è un’eredità greca, un concetto definito sul piano metafisico da Parmenide e in quello dell’arte dalla scultura. Le statue di giovani e fanciulle d’epoca arcaica come l’essere si contrappongono al mutamento, stanno nello spazio, consapevoli, fisse. Rappresentano la misura che subentra alle emozioni, in conseguenza e in virtù di quelle.
Una serenità pacificante. La lotta per l’identità è anche una lotta per la sopravvivenza della Grecia contro l’Impero persiano che la Macedonia trasforma in un’immane sforzo di assimilazione e di unificazione. Tentativo che la macedonia, nel senso di insalata di frutta, di sapori, perpetua proprio come omaggio al concetto.

Tempera all’uovo e fondo oro
Il Medioevo rivela, invece, ad Angelo Spettacoli l’intimità tra tempera e oro, il rapporto dialettico tra le tinte terrose e lo splendore del divino metallo, tra creature e Creatore.
La tempera si faceva sbattendo un uovo intero, aggiungendo aceto bianco di vino, acqua e unendo poi i pigmenti colorati. Rendeva palese, nei quadri, come la necessaria “temperanza” dei corpi trovasse la propria giustificazione nella luce incorrotta della doratura.
Tutto l’opposto del colore ad olio che accompagna l’umanesimo in pittura. Mentre la tempera perde di lucentezza, quando asciuga, questo la mantiene grazie ad un processo di ossidazione. La pittura ad olio, solidificandosi, cattura l’aria, immettendo nel quadro l’elemento più instabile, ma che fa vivere il mondo, spostando il punto di osservazione dalla teologia alla storia.
La narrazione continua, associando l’illuminazione rinascimentale al sole e alla cucina all’aria aperta; la natura morta alla cena a lume di candela; il barocco a Montaigne e alle patate; il Seicento al cioccolato e al caffè e via galoppando fino alla macchina digitale e ai cibi pronti.
Di volta in volta, come a dare una mano per ricapitolare e saziare i compagni e i lettori ecco un piatto di Marchesi che, naturalmente, compendia tra fisica e metafisica, alimento e pensiero, la visione di questa storia dell’arte.

Nicola Dal Falco

copertina

Angelo Spettacoli
Il bello è il buono
Filosofia, tecnica e cucina della belle arti
Gualtiero Marchesi, Nicola Salvatore, Aldo Spoldi
Skira editore, Milano - 2009
€ 15

Tre degustazioni con i vini Principe Corsini

vino da leggereA Firenze, oggi e il 12 dicembre, dalle 18.30 alle 21, nell’enoteca della Casa della Creatività, in vicolo di Santa Maria Maggiore, 1, a due passi da Duomo, principe Corsini partecipa alla rassegna Vino da leggere vino da mangiare, aperitivo con vini selezionati della Toscana.
B ToschiInsieme a Barbara Toschi, responsabile commerciale per l’Italia e a Gherardo Baldassari, area manager per Firenze e provincia, si potranno degustare Le Corti Chianti Classico 2006, Birillo rosso 2007, Marsiliana 2005, Don Tommaso 2006.

Questi ultimi tre, serviti da bottiglie magnum.

duemilaviniDomenica 13 dicembre, la degustazione dei vini Principe Corsini continua in un altro contesto, al Grand Hotel in piazza Ognissanti dove si svolge Eccellenze di Toscana, organizzato dall’A.I.S..
L’incontro, dalle 10 alle 19.30, riunisce le aziende toscane che sono state premiate con 5 e 4 grappoli dalla guida Duemilavini Bibenda Editore.
Tre sono i vini, prodotti a Le Corti e a Marsiliana che sono stati insigniti di quattro grappoli: Marsiliana 2006, Don Tommaso 2006, Cortevecchia 2006.

FIRENZE-ROMA ANDATA E RITORNO

FIRENZE – ROMA, ANDATA E RITORNO

Galleria Corsini Roma

Storia, arte, territorio, vino, ospitalità, eventi nell’elegante cornice del nuovo allestimento della Galleria Corsini

Galleria Corsini, 26 novembre 2009

Quest’ importante iniziativa culturale, promossa da Duccio Corsini e abbracciata con entusiasmo dalla nostra Soprintendenza, scaturisce dal vivo desiderio della famiglia Corsini di riannodare l’ antico legame storico e culturale del Palazzo alla Lungara con la città di Roma e con il suo contesto monumentale.
Busti _ galleria
Nel momento in cui, nel XVIII secolo, l’edificio fu scelto come dimora gentilizia dal cardinale Neri Maria Junior Corsini e da suo fratello Bartolomeo, il Palazzo poteva già vantare un illustre trascorso, sorto alla fine del Quattrocento per volere del cardinale Raffaele Riario, nipote di papa Sisto IV, e poi divenuto, nel Seicento, la Reggia della celebre regina Cristina di Svezia (1659-1689).
Con l’elezione di Lorenzo Corsini al soglio pontificio, col nome di Clemente XII (1730-1740), Palazzo Riario divenne la sede romana di rappresentanza del Cardinal Nepote, a cui il magistrale intervento architettonico di Ferdinando Fuga (1736-1738) conferì l’attuale aspetto scenografico, amplificato dall’affaccio suggestivo sul grande parco ai piedi del Gianicolo, antico giardino del Palazzo (oggi Orto Botanico).

La grande eredità della famiglia Corsini a Roma è costituita dalla Biblioteca e dalla Quadreria storica, ancora oggi culturalmente e funzionalmente connesse dalla comune ubicazione nel Palazzo.
La Biblioteca Corsiniana è parte dell’Accademia Nazionale dei Lincei, prestigiosa istituzione di grande rilevanza storica e culturale, molto attiva nel panorama internazionale.
Caravaggio
La Quadreria, ospitata al piano nobile, composta da oltre 500 dipinti dei secoli XIV - XVIII e da molte sculture e preziosi oggetti d’arredo, all’interno dell’elegante decorazione pittorica dei secoli XVIII e XIX, è il risultato straordinario della passione collezionistica del cardinal Neri senior, che nel Seicento acquistò il nucleo originario, successivamente arricchito da donazioni e acquisizioni provenienti da altri rami della nobile famiglia, dalla casa di Firenze e dalle proprietà del cardinal Lorenzo, anteriormente alla sua nomina pontificia, e dei nipoti Neri Maria junior e Bartolomeo, aperti al gusto artistico cosmopolita delle corti europee prevalente a Firenze e a Roma e guidati dalle scelte artistiche del critico classicista Giovanni Gaetano Bottari, loro amico e consigliere.
Sala canonizzazione
Mantenutasi pressochè integra dal Settecento ad oggi, la Quadreria costituisce una testimonianza rara e preziosa del fenomeno del collezionismo a Roma, sopravvissuta eccezionalmente inalterata grazie all’istituto del fidecommesso.
Con la generosa donazione allo Stato del Principe Tommaso Corsini nel 1883, l’importante collezione è divenuta il nucleo della prima Galleria Nazionale d’Arte Antica costituitasi a Roma. La sua ubicazione privilegiata nel cuore del rione di Trastevere, adiacente alla Villa Farnesina, affacciata sull’Orto Botanico e connessa con l’Accademia Nazionale dei Lincei, ne fanno un polo culturale integrato di grande rilevanza culturale da valorizzare e promuovere.

Sala Camino

Il nuovo allestimento espositivo, che si presenta oggi per la prima volta al pubblico, intende riproporre l’antica “quadreria storica dei Corsini” nel suo momento di massimo prestigio e apertura culturale nella storia della famiglia e del Palazzo, impersonato dalla grande figura di intellettuale del Cardinal Neri Corsini, assistito dal critico classicista Giovan Gaetano Bottari.
Tale fase è documentata dall’inventario del 1771, molto completo nella descrizione delle opere presenti in cinque sale. Il successivo inventario del 1784, coincidente con un ampliamento della raccolta, completa la descrizione di altri ambienti dell’appartamento abitato dal cardinale Andrea, subentrato alla morte del cardinal Neri nella sua residenza. Resta fuori la “Sala già di Ercole e Lica” per la statua di Canova ivi sistemata nel 1807 da Giovannoni, non esistente all’epoca. Per questo è stato deciso di destinarla a “Sala-eventi” del Museo.
La distribuzione dei dipinti sulle pareti ripropone dunque, per quanto possibile, il criterio ordinativo originario basato, oltre che sugli inventari storici, sui disegni di Tommaso Corsini degli anni Settanta dell’Ottocento e la corrispondenza di alcune opere tra loro finalizzata ad una lettura complessiva ed esauriente di ambiti stilistici e cronologici, di scuole e di maniere della pittura italiana ed europea.
L’ordinaria attività di promozione museale sarà accompagnata per l’anno 2010 da un ampio programma espositivo, didattico-formativo e culturale

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Galleria Corsini, via della Lungara 10, Roma

LA QUADRATURA DEL CERCHIO

Miglior rapporto qualità prezzo? Duccio Corsini fa quadrare il cerchio
presentando a Winelove (Vini eccellenti a prezzi accessibili, Palazzo dei Giureconsulti,
Milano. 21-22 novembre) La Quadratura del Cerchio, un contenitore altamente tecnologico, abitualmente associato a vini scadenti, per un vino di qualità con forte identità, quello della costa toscana.
L’equivalente di 4 bottiglie (4 vetri, 4 tappi, 4 capsule, 4 etichette e controetichette) è stato raccolto in un contenitore di materiale sintetico alimentare, con maniglia e rubinetto, avvolto in una scatola di cartone. Il risultato è un contenitore più leggero pertanto più facilmente trasportabile che inquina e costa molto meno e che garantisce la conservazione del prodotto.
Il contenuto: 3 litri di IGT Maremma Toscana, ottenuto da uve cabernet sauvignon e merlot.
«Abbiamo pensato di far quadrare il cerchio - spiega Duccio Corsini - ottenendo un migliore e verificabile rapporto tra prezzo (il quadrato) e qualità (il cerchio).
La Quadratura del Cerchio è un oggetto essenziale, sobrio e funzionale che contiene il vino rosso Igt che produciamo a Marsiliana, la tenuta di quasi 3.000 ettari nel cuore della Maremma toscana, a due passi dalla Costa tirrenica».lowbag-in-box-trasp.jpg

- A chi è indirizzato “La quadratura del cerchio”?
Ad un consumo domestico. Si spilla un bicchiere o una caraffa, senza che il vino che rimane si ossidi.

- Ma il bag in box non è viene utilizzato per vini scadenti?
Così è utilizzato e, di conseguenza, percepito, in Italia e in molti Paesi. Altrove, dove la sensibilità ai problemi ambientali è più evoluta, ad esempio in Scandinavia, l’abitudine è di utilizzare questo tipo di contenitore.

- Intendete mettere in scatola altri vini? Altri prodotti?
Già da questo raccolto, il nostro olio extravergine di oliva.

- Dove si può acquistare?

Nell’enoteca della Fattoria Le Corti. Altrimenti per posta.

- Quanto costa? È disponibile e quanto costerebbe lo stesso vino in bottiglia?
Fino a fine dicembre, la Quadratura del Cerchio è in offerta speciale a 12 euro (iva inclusa, spedizione esclusa). Da gennaio, 14 euro. Lo stesso vino in bottiglia costa 30 euro (4 bottiglie da 7.50 euro).

WINELOVE
Venticinque produttori virtuosi

Winelove, ideato da Amat Comunicazione e realizzato in collaborazione con la società Agrimercati della Camera di Commercio di Milano e con il Patrocinio della Regione Lombardia offre l’occasione di incontrare 25 produttori “virtuosi” che difendono il piacere di bere bene tutti i giorni.
Alla manifestazione collabora, fin dal suo esordio, il sommellier Giuseppe Vaccarini che conduce degustazioni guidate su temi specifici, quest’anno sui vini da dessert, abbinati ai prodotti da ricorrenza. barbera, sullo champagne e sui vini da dessert.
Quest’anno uno dei temi della rassegna sarà il consumo responsabile del vino con l’obiettivo di creare un circuito di ristoranti milanesi sensibili al tema, capaci di informare correttamente i clienti circa le limitazioni della nuova legge in materia, insegnando ad apprezzare il vino come fosse un alimento e non come una bevanda dissetante.

GIARDINI IN FIERA RIFIORISCE E RADDOPPIA

GIARDINI IN FIERA RIFIORISCE CON THE FAMILY EVENTS
DAL 2010 LA TRADIZIONALE MANIFESTAZIONE TOSCANA DEDICATA ALLA NATURA
VERRÀ PRODOTTA DALLA SOCIETÀ DI EVENTI MILANESE, LICENZIATARIA DEL MARCHIO.

Due appuntamenti verdissimi - in aprile e in settembre - a Firenze e a San Casciano Val di Pesa.

GiFiera

Piante, terra e fiori. E anche acqua, aria e luce. E poi un amore sconfinato per la natura, il paesaggio, il fluire delle stagioni. Rifiorisce così Giardini in Fiera, una manifestazione storica che trova oggi nuova linfa, nuove idee, nuovi scenari, attraverso due appuntamenti: in aprile nel Giardino di Palazzo Corsini sul Prato a Firenze, e in settembre, come da tradizione, nella Villa Le Corti a San Casciano Val di Pesa.
Il rinnovato corso di Giardini in Fiera ha un obiettivo preciso: raccogliere il meglio delle passate edizioni e plasmarlo alla luce delle tendenze del vivere eco-sostenibile, in armonia con la natura. La mostra mercato torna così ad essere luogo di scambio tra gli operatori del settore e il grande pubblico ed epicentro di eventi culturali in perfetta sintonia con i valori che contraddistinguono da sempre la manifestazione.

Oliva Avogadro di Collobiano e Duccio Corsini
«Quando nel 2007 - afferma Duccio Corsini - decisi di sospendere Giardini in Fiera sapevo di farlo al culmine del successo di una manifestazione che per tredici anni aveva riunito, nel mese di settembre, coltivatori, studiosi e appassionati di piante e giardini nella Villa Le Corti di San Casciano.«
Da allora ho cercato un interlocutore in grado di arricchire la formula pur mantenendo la coerenza con lo spirito iniziale di diffondere la cultura del paesaggio, sviluppando l’idea che in esso confluiscano la memoria dei luoghi e il loro futuro.
L’incontro con The Family Events soddisfa il mio desiderio e la mia volontà: fare di Giardini in Fiera un appuntamento che ne consolidi la vocazione internazionale e che coinvolga due dimore del Principe Corsini, in cui i rapporti tra architettura e territorio, tra giardino e paesaggio tanto urbano che agricolo sono studiati e risolti fin dal progetto».

Cancello

«Giardini in Fiera è un evento con solide radici in un paesaggio unico al mondo, la Toscana. Raccogliere il testimone di una manifestazione di successo e decidere di produrla direttamente rappresenta per noi una sfida imprenditoriale molto stimolante e una precisa scelta tematica che ci sta a cuore.
Abbiamo pensato a due appuntamenti annuali, dando una caratterizzazione specifica a ciascuno, anche con l’obiettivo di enfatizzare le stagioni della primavera e dell’autunno.
Il primo appuntamento in aprile a Firenze, in centro città, nei giardini dello storico Palazzo Corsini sul Prato, che prevede laboratori e percorsi didattici e si indirizzerà anche alle scuole; il secondo in settembre a San Casciano, come da tradizione, ove la riflessione verrà spostata anche sulla progettazione e sul paesaggio.
In entrambi gli eventi punteremo ad “aprire i giardini” ad ambiti confinanti come l’ambiente, l’energia e l’ecologia fino alla contaminazione con settori imprescindibili come il design e l’enogastronomia, nei quali The Family ha costruito la propria esperienza».

Palazzo Corsini Sul Prato

Giardino di Palazzo Corsini sul Prato – Firenze, 16 - 17 - 18 aprile 2010

Il verde a misura di città
Nel giardino di uno dei palazzi più belli della città per apprezzare e scoprire l’aspetto più domestico, urbano e perciò dimensionato dell’amore per il verde. Un amore che si coniuga con il design, la tecnologia, le soluzioni innovative per un giardino, un terrazzo, un orto a misura di città. Un amore che vuole essere trasmesso a tutti e in particolare alle generazioni più giovani, attraverso percorsi didattici realizzati per pensare, vedere e scoprire cosa c’è dietro, dentro e intorno alle piante.

Villa Le Corti

Villa Le Corti – San Casciano Val di Pesa, 24, 25, 26 settembre 2010

Il Paesaggio e la Tradizione
All’inizio dell’autunno, per godere in modo leggero, umano e sensibile delle incredibili potenzialità che la natura offre a tutti i livelli, in aperta campagna, in uno dei parchi più caratteristici del Chianti: a Villa Le Corti si rivive lo spirito originario di Giardini in Fiera, con il consueto corollario di eventi e una particolare attenzione alla progettazione del paesaggio.

Giardini in Fiera 2010 è un evento prodotto The Family Events.

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