Ritratto di Principe April 13
Duccio Corsini «Le mie vacanze dell’ozio nella verde Maremma»
MILANO - Il suo pianeta è fatto di grandi viaggi e «vacanze dell’ozio». Il passo sempre uguale, famiglia fiorentina, la flemma del principe con una filosofia che amava anche Nietzsche: pensare camminando. Duccio Corsini, principe, è uno stile, unico. La vacanza in Maremma, un istituto di famiglia, nella tenuta di 2800 ettari, la Marsigliana, dove le ore sembrano pesanti. Sembrano. «Il buon ritiro, il luogo della vacanza per tutta la vita, dove ho imparato anche a produrre vino», dice il nobiluomo. La sorpresa è la famiglia, i figli Elena e Filippo, le ore del sole che avvolgono i silenzi, «il gusto della vacanza dell’ozio», dice. «Poi ci vuole il riposo», aggiunge ridacchiando. Le passeggiate nel bosco, vicino a Manciano, le corse a cavallo, l’odore dei muri del castello, in piedi dall’800 dopo Cristo, l’idea di chi è passato prima: gli Aldobrandeschi, i religiosi, i Medici, dal 1759 i Corsini. E ancora le vacanze all’Argentario, alla Giannella, la casa colonica che serviva per fare il carbone, proprio davanti al mare, dove ora, invece della sabbia, c’è l’erba di un bel prato. Trascorsi illustri, condottieri, uomini d’affari, santi. Come Andrea Corsini, vescovo di Fiesole, morto nel 1302 e proclamato santo nel Seicento, sepolto nella chiesa del Carmine, a Firenze. Un principe può essere soltanto un esempio. Regge anche la battuta: «Principi non si diventa, si nasce».
Articolo tratto da Corriere della Sera - 12 aprile 2007 pag: 33 - Autore: Mauro Remondino