
4.000 presenze a Villa Le Corti durante due giorni di incontri e degustazioni. Il meglio della produzione toscana, esaltata da importanti verticali, ribadita nel confronto ideale tra Bolgheri e Bordeaux. Tra i visitatori, molti giovani e numerosi ristoratori in veste di appassionati. Cifra record - 58.000 euro - raccolta a favore della Fondazione Maggio Musicale Fiorentino durante la tradizionale Asta dei vini. Alla Corte del Vino si conferma l’appuntamento principale per l’enologia toscana, molto seguito da un pubblico di intenditori e di appassionati, preceduto da un’asta di grandi etichette che ha centrato il suo obiettivo: raccogliere fondi a favore della Fondazione Maggio Musicale Fiorentino per la messa in scena dell’Oro del Reno di Wagner diretta dal maestro Zubin Mehta. Un’ottantina di lotti tra bottiglie, arredi e costumi di scena, battuti alle Pagliere Medicee di Firenze, hanno fruttato la cifra record di 58.000 euro, realizzata anche attraverso vendite on line dalla casa d’aste Pandolfini.
IL VINO PRODUCE CULTURA
“L’undicesima edizione - afferma Duccio Corsini, padrone di casa e ideatore di Alla Corte del Vino - ribadisce lo spirito originario: difendere e promuovere l’alta qualità non in una fiera qualsiasi, ma nel contesto in cui questa si sviluppa, rispettando la storia e facendo cultura. Anche in questa occasione posso affermare che l’obiettivo di spostare la percezione del vino di qualità da bene di consumo a bene d’intelletto, da oggetto di lusso a prodotto culturale sia stato raggiunto. È il nostro modo di sottolineare l’importanza della Toscana, in Italia e nel mondo, in uno dei settori di maggiore prestigio”.
Come ogni anno le due giornate a Villa Le Corti sono state scandite da verticali di grandi vini, degustazioni, incontri e seminari, in un clima di festa.
PER UN PAESAGGIO ETICO
Insieme a Slow Food si è discusso di viticoltura sostenibile. Un tema affrontato con decisione da Giacomo Mojoli, portavoce del movimento, durante il confronto con due produttori testimoni di due territori diversi: Martino Manetti per il Chianti Classico e Marco Caprai per il Sagrantino di Montefalco.
“Sul fatto che il clima stia cambiando ormai non ci sono più dubbi – ha detto Mojoli - e ciò influenzerà profondamente l’agricoltura. Sarà compito del mondo del vino, da sempre all’avanguardia nella ricerca e nell’innovazione, indicare la via per un futuro accettabile, dove il paesaggio si trasformi da problema estetico in problema etico.
«Reagire ai cambiamenti significa trovare delle soluzioni buone e immediate. Non la perfezione, ma qualcosa che, attraverso la comprensione dei limiti, dia spazio al rispetto.
Significa, in altre parole, coniugare economia ed ecologia”.
BOLGHERI O BORDEAUX?
“Ho pensato che un confronto tra i vini di Bolgheri e di Bordeaux - precisa Duccio Corsini - potesse servire non tanto a vedere chi fosse il più bravo, quanto a determinare con sufficiente precisione l’originalità del territorio attraverso la personalità dei vini. È andata esattamente così. Durante la degustazione cieca la maggior parte dei partecipanti ha distinto senza difficoltà il vino toscano da quello francese. A dimostrazione che il nostro territorio ha carattere e personalità forti di cui il consumatore e il produttore sanno e dovranno tener conto”.
GRANDI NOMI PER GRANDI VERTICALI
Ad animare e ad approfondire le quattro degustazioni verticali - Vigneto Bucerchiale di Fattoria di Selvapiana, Cerretalto Brunello di Montalcino di Casanova di Neri, Cabreo Il Borgo delle Tenute Ambrogio e Giovanni Folonari e il Carbonaione di Poggio Scalette – sono stati invitati da Duccio Corsini e coordinati da Paolo Baracchino importanti esperti ed enologi come Judy Beardsall, Franco Bernabei, Daniele Cernilli, Marco Cervellera, David Elswood, Carlo Ferrini, Giovanni Folonari, Federico Giuntini, Giacomo Neri, Guido Ricciarelli
VIAGGIO IN TOSCANA
Per il primo anno, “l’incontro con l’Autore” ha arricchito il programma con una riflessione su comunicazione e divulgazione. Sergio Grasso, antropologo alimentare e giornalista, nonché divulgatore televisivo fra i più noti e accreditati, ha discusso con passione e precisione con il pubblico in sala facendo il punto sulla maturità del settore alimentare e il mondo dei media, la televisione in particolare. L’occasione è nata dalla prossima pubblicazione del libro Viaggio in Toscana, un viaggio colto che si spinge oltre le rotte del turismo di massa.
GUSTOSI PIACERI
Come di consueto Alla Corte del Vino, accanto alla degustazione dei vini dei 114 espositori, sono state proposte altre esperienze sensoriali. La prima è stata offerta dai bellissimi menù realizzati da Marcello Crini con gli chef Matia Barciulli e Nicola Damiani dell’Osteria di Passignano sul tema dei Sapori del Chianti in collaborazione con la Banca del Chianti poi il laboratorio del gusto condotto da Slow Food “Il Vino incontra il Cioccolato”.
Con la Gourmet Card per è stato possibile accedere a un’area golosa realizzata in collaborazione con Acqua Panna, Mulino Bianco e Parma Alimentare con i Consorzi del Parmigiano Reggiano e del Prosciutto di Parma.
L’appuntamento è stato poi una vetrina dove hanno trovato la loro collocazione ideale prodotti di alta tecnologia, come quelli di Lamborghini e di Enomatic, ma anche libri e accessori per il vino.
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