La XIII mostra mercato Alla Corte del Vino ha riunito 112 produttori di grandi vini toscani, offrendo la possibilità di conoscere, degustare e acquistare più di 400 vini. Di seguito la cronaca della manifestazione nel racconto di Duccio Corsini che l’ha ideata e la organizza da 13 anni.

Quest’anno, Alla Corte del Vino si è aperta con una festa, in collaborazione con Audi. Come è andata?
Molto bene, l’idea della festa ha funzionato, si è creato il clima giusto, mescolando ospiti, produttori, buyer.
C’erano tutti quelli che si sono dati appuntamento a Villa Le Corti e, soprattutto, c’era Firenze, la città che propone e che si dà da fare.
Quali impressioni ha avuto dal secondo b2b, in cui 15 produttori toscani hanno incontrato i venditori provenienti dal Nord ed Est Europa?
Ho raccolto dei pareri positivi.
I partecipanti hanno apprezzato l’organizzazione.
Alcuni dei compratori stranieri fino ad oggi non rappresentavano neppure un vino toscano.
Rispetto all’anno scorso, il tempo a disposizione per gli incontri è passato da 15 a 30 minuti e nella maggior parte dei casi ha significato che c’era qualcosa da dirsi.
E dai quattro seminari?
Sono molto soddisfatto.
I quattro seminari dedicati al vino, condotti da testimoni diversi, avevano in comune un modo di presentare il vino secondo il modello anglosassone dove la degustazione del singolo vino non è un compiacimento autocelebrativo ma è la tappa di un percorso, serve a svolgere un tema. Tutti dalla ricerca di un “terza via” per una produzione più consapevole al viaggio nel Riesling, così come il seminario sulla produzione della Costa Toscana e quello sul Sangiovese. Nulla di scontato e, soprattutto, il territorio protagonista principale.
Il successo di pubblico ha siglato la bontà di questa impostazione.
Una parola sulle colazioni di piacere
Ne spendo volentieri due: molto bene.
Beatrice Segoni del Ristorante Borgo San Jacopo di Firenze e Francesca Bordonaro dell’Enoteca Baldovino di Pistoia sono state magnifiche. Hanno cucinato con talento e trovato anche il modo di far mangiare gli espositori che avevano poco tempo in venti minuti con un fast menu eccellente. Della colazione di sabato ho ancora in mente il risotto con fagiano e fiori di zucca e la guancia di vitello brasata mentre di quella di domenica ricordo il carré di agnello aromatico.
Tra i vini in abbinamento, mi hanno particolarmente colpito, il primo giorno: il Trebbiano 2004 Tenuta di Capezzano, il Chianti Classico Riserva 2006 Tenuta di Lilliano, anche se ancora un po’ giovane e il Brunello di Montalcino 2004 Poggio di Sotto mentre il secondo giorno, le mie preferenze vanno al Chianti Classico 2006 di Castello di Fonterutoli e al Pergole Torte 2006 Montevertine.
Cosa ha caratterizzato in senso positivo questa XIII mostra-mercato?
Innanzitutto, la conferma della formula. L’età media del pubblico, tra i 20 e il 40 anni e la presenza di molte carrozzine che lascia supporre che i visitatori più fedeli abbiamo messo su famiglia.
Ho, poi, incontrato molti inglesi e americani, degli appassionati che hanno organizzato le proprie vacanze italiane intorno Alla Corte del Vino.
Uno spirito corteggiante, in cui la conoscenza del vino non si stacca mai dal piacere di stare in un bel posto.
Ma l’aspetto più interessante e unico - nel senso che non conosce imitazioni - è il successo dell’Enoteca dove chi vuole può acquistare i vini che assaggia.
E il fatturato che in due giorni ha raggiunto i 20.000 euro.
Quanti sono stati i visitatori?
Nonostante il caldo, che ha un certo punto è stato veramente torrido, siamo arrivati a 4.000 persone, come l’anno scorso. Ma vorrei aggiungere un altro dato che riguarda il nostro sito che dall’aprile del 2008 ha registrato 25.000 contatti.