LE CORTI E MARSILIANA AL WINE ART DI PIETRASANTA

Per il secondo anno Principe Corsini è presente con i suoi vini al Wine Art Festival che si svolge a Pietrasanta il 27,28 e 29 marzo, mescolando l’arte del bere con più di mille etichette da degustare e l’arte tout court.
Insieme a Barbara Toschi, responsabile per il mercato italiano, si potranno assaggiare:

Le Corti Chianti Classico 2007;
Cortevecchia Chianti Classico Riserva 2006,
Don Tommaso Chianti Classico 2006;
La Quadratura del Cerchio Rosso della Costa IGT Toscana 2007;
Birillo rosso IGT Maremma Toscana 2007;
Marsiliana IGT Maremma Toscana 2005.

Il programma

sabato 27 marzo
ore 15
Piazza Duomo - Inaugurazione e apertura Palavino
Chiostro del Gusto d’Autore - Mostra d’Arte
ore 16
Sala del Capitolo: anteprima vini della Versilia
ore 16.30
Sala dell’Annunziata: Tavola rotonda Viticoltura sostenibile - Vitigni autoctoni
ore 19
Piazza Duomo, chiusura stand

domenica 28 marzo

ore 10
Piazza Duomo - Apertura Palavino
Chiostro del Gusto d’Autore - Mostra d’Arte
ore 11.30
Sala dell’Annunziata - Due grandi prosciutti della Versilia a: Il Penitente 1797 (Salumificio Triglia di Gombitelli) e Gino d’Elia (Salumificio Bonucelli di Camaiore) e i vini che richiedono
ore 16.30
Sala dell’Annunziata - Presentazione del libro della Giunti Editore “Vino e Eros”
ore 18
Sala dell’Annunziata - Proclamazione Premio Wine Art Festival al “Vino Bianco Estate 2010”
ore 19
Piazza Duomo - Chiusura stand

lunedì 29 marzo

ore 10
Piazza Duomo - Apertura Palavino
Chiostro del Gusto d’Autore - Mostra d’Arte
ore 11.30
Sala dell’Annunziata - Presentazione Mondiale Vini Prosecco a Denominazione Di Origine Controllata e Garantita
ore 17
Sala dell’Annunziata - Degustazione guidata “Vino Bianco Estate 2010”
ore 19
Piazza Duomo - Chiusura stand

I luoghi del Wine Art

PIAZZA DEL DUOMO
Palavino – 1.122 etichette in degustazione
CHIOSTRO DI S.AGOSTINO
Il Chiostro del Gusto - Degustazione di prodotti tipici italiani
SALA DEL CAPITOLO
Anteprima dei vini della Versilia
CHIESA DI S. AGOSTINO
“Etichette d’autore” - Collettiva d’arte a cura di Lodovico Gierut.
PALAZZO PANICHI
“Pietrasanta ed i segreti dell’arte” - Mostra fotografica
SALA DELL’ANNUNZIATA
Convegni e dibattiti - Consegna Premio Wine Art Festival “Vino Bianco Estate 2010”

PRIMO TRAVASO DEL SANT’ANDREA CORSINI 2009

giuseppe-lucido.JPGAlla comparsa dei prima caldi, come tradizione, abbiamo effettuato il primo travaso del Sant’Andrea Corsini 2009, Vinsanto del Chianti Classico Doc.
Un’antica e importantissima operazione che consente di rivelarne le caratteristiche. Dopo aver fermentato per tre mesi senza essere disturbato, in caratelli di legno della capacità di 100 litri, con questo travaso si prende atto di come si è svolta la fermentazione.
Un processo che, in base al disciplinare di produzione, è stato avviato all’inizio di dicembre, data in cui è avvenuta la pressatura soffice delle uve appassite di malvasia, trebbiano e sangiovese, utilizzate rispettivamente, in una percentuale del 45, 40 e 15 per cento.
Il vino ottenuto ha un colore biondo brillante e ancora molti zuccheri da far fermentare.
Parte di tali zuccheri verranno trasformati in alcol nel corso dei prossimi anni grazie alla presenza della cosiddetta madre.
La madre non è altro che la fondata, il ricettacolo di lieviti indigeni che nel tempo si accumulano sul fondo e che durante la stagione calda fermentano nei caratelli chiusi ermeticamente con la ceralacca.
Di anno in anno, la madre dei caratelli viene preservata e riportata nei caratelli utilizzati per il vin santo dell’annata successiva.

Giuseppe Lucido

RISPONDE FURLOTTI, EXPORT MANAGER DI PRINCIPE CORSINI

luca-furlotti.jpgQuesta è la sua prima uscita all’estero, in Svizzera e nel sud della Germania come responsabile dell’export di Principe Corsini, quali sono le sue prime impressioni?

Sono rimasto molto colpito dalla nostra agenzia generale per la Svizzera, l’Austria e la Germania, StopperVini. Prima di arrivare a Le Corti li conoscevo di fama, sono un’agenzia molto importante, ma non mi era mai capitato di lavorare con loro.
Sono professionali, inseriti, dinamici, ed anche realmente vicini ai produttori che rappresentano: non fanno parte di quella categoria di agenzie ed importatori con cui si riesce a comunicare solo via mail e brevi telefonate.
Antonio Stopper, il titolare dell’agenzia, è una persona di grande intelligenza analitica e lucidità di vedute: passare due giornate in auto con lui è stato per me piacevole e formativo.

Che importanza hanno i mercati di lingua tedesca per Le Corti e Marsiliana?

Elevata. Nel loro complesso rappresentano il principale mercato export per i nostri vini, seguiti da Usa e Giappone.

Dove si vendono di più i vini dell’una o dell’altra tenuta?

In Germania, il Chianti Classico è un’istituzione e Le Corti è un brand ormai forte e consolidato, con un livello di riconoscibilità pari a quello di aziende di ben più grandi dimensioni, ed allo stesso tempo una fama di prodotto di alta qualità artigianale.
Quindi in Germania l’azienda trainante è Le Corti, anche se il Birillo, prodotto a Marsiliana, sta incontrando un successo crescente.
Un prodotto intrinsecamente portato a fare grandi numeri, e perfettamente tagliato per questa fase storica del mercato del vino, nei ristoranti e nelle enoteche in cui viene inserito diventa spesso uno dei prodotti di traino di tutto il negozio.
In Svizzera, i due vini della Costa a Marsiliana hanno un grande mercato, il Birillo per i motivi che spiegavo prima, il Marsiliana, ovviamente con numeri minori data la diversa fascia di prezzo, grazie ad alla maggiore disponibilità del mercato elvetico a spendere un po’ di più per comprare alta qualità.
In generale, trovo sorprendente quanto vino di qualità sia in grado di assorbire un Paese di piccole dimensioni come la Svizzera, evidentemente non ci sono solo fattori economici, ma anche culturali.

È stato presentato anche il bag in box e con quali reazioni?

Qualche cliente ne è rimasto entusiasta e ci punta molto, mentre diversi altri sono ancora un po’ titubanti.
L’idea di un Bag in Box di fascia alta, la “Qualità in scatola”, è originale ed interessante, ma richiederà ancora un po’ di pazienza ed “evangelizzazione” da parte nostra per essere accettata da tutti e sviluppare il suo pieno potenziale, che è elevato.

CENA CON DEGUSTAZIONE AL RISTORANTE VIVERE

Domani, 18 marzo, i vini Principe Corsini accompagneranno la cena con degustazione organizzata al ristorante Vivere di Pietro Brati, in via Aurelia, 211, al Lido di Camaiore (tel 0584. 610771). Saranno presentati da Barbara Toschi, responsabile per l’Italia di Principe Corsini.
Ecco il menu, proposto al prezzo tutto compreso di 30 euro

Antipasti
Timballo di polenta lardellata con fonduta al tartufo
Carpaccio di petto d’anatra marinato con riduzione di balsamico
Millefoglie di melanzane al guanciale su specchio di pomodoro piccante
Serviti con Le Corti Chianti Classico 2006

Primi
Maccheroni al piccione
Risotto al trevigiano e bresaola

Serviti con Don Tommaso Chianti Classico 1998 in formato magnum

Secondi
Maialino di latte al forno con patate alla ghiotta
Brasato di cinghiale

Serviti con Marsiliana IGT Maremma Toscana 2005 in formato magnum

Dolci
Cantuccini fatti in casa
Frittelle di San Giuseppe

Serviti con Sant’Andrea Corsini Vinsanto del Chianti Classico 1997

INTERVISTA A DUCCIO CORSINI

Con quali vini Principe Corsini si presenta al ProWein?

All’appuntamento di Düsseldorf, dal 21 al 23 marzo, presenterò Luca Furlotti, nuovo export manager di Principe Corsini. Nello stand 3 K 140, Halle 3, di Stopper Vini, presenteremo dal 21 al 23 marzo, allo stand tutta la nostra produzione recente.
Per la Fattoria Le Corti, nel Chianti Classico ci saranno Le Corti 2007, il Cortevecchia 2007, il Don Tommaso 2006. A rappresentare la Tenuta di Marsiliana, nella Maremma grossetana, porteremo invece il Birillo Bianco 2009, il Birillo Rosso 2007 e il Marsiliana 2006.
Sarà anche l’occasione di mostrare, per la prima volta, ai compratori provenineti dai mercati di lingua tedesca il bag in box che contiene 3 litri di Rosso della Costa, prodotto a Marsiliana da uve Cabernet Sauvignon e Merlot.
Naturalmente, nello stand, non mancherà anche il nostro olio Dop bio.

Quali indicazioni offre oggi il mercato italiano?

Per Principe Corsini, il mercato interno ha registrato nel 2009 un incremento del 30 per cento, ma è ancora grande il margine di sviluppo nelle aree che ci interessano, vale a dire quelle del centro nord Italia, dalle città d’arte alle provincie più industrializzate.

E quali, quello internazionale?

Mi aspetto molto dalla nuova figura dell’export manager e mi auguro di ricominciare a crescere anche all’estero. Fino ad oggi, siamo presenti in sedici Paesi che, presto, diventeranno almeno venti/ventidue. Ci occuperemo della Scandinavia e dell’Estremo oriente, escluso il Giappone, dove i risultati si vedono da tempo.

Nessuna crisi dura in eterno, questa è durata abbastanza o ancora in pieno svolgimento?

La crisi è forse superata, ma ora si fanno sentire le conseguenze. Per il vino è iniziata prima, alla fine del 2007, e questo non significa che usciremo prima dalla risacca dopo la tempesta; di sicuro abbiamo avuto più tempo per imparare a nuotare.

Se bastasse un fatto esterno a cambiare le prospettive attuali quale immaginerebbe?

Se devo pensare a qualcosa di straordinario per l’Europa, penso ad un cambiamento radicale dei principi economici che guidano le scelte della BCE. Solo spostando l’attenzione dal piano monetaristico a quello dello sviluppo, potrebbe prodursi uno schock salutare.

Le condizioni metereologiche di questo scorcio di primavera che, in realtà, è un colpo di coda dell’inverno avranno conseguenze a Le Corti e a Marsiliana?

No, non direi proprio

MAGGIO CON GLI ARTIGIANI A PALAZZO

Giardino Corsini a Firenze

A maggio, dal 14 al 16, prende il via al XVI rassegna fiorentina di Artigianato e Palazzo, trait d’union tra le botteghe artigiane e la committenza. Rapporto virtuoso e tutto italiano che dura da secoli.
L’annuale incontro con l’élite degli artigiani italiani si svolge nella cornice del Giardino Corsini, in via della Scala, 115.

Appuntamento al ProWein e al Vinitaly

Due appuntamenti, a marzo e a maggio, con i vini Principe Corsini. Dal 21 al 23 marzo, i vini prodotti a Le Corti e a Marsiliana verranno presentati al ProWein di Düsseldorf nello stand 3 K 140 (Halle 3) di Stopper Vini.
Sarà poi la volta del Vinitaly, a Verona, dall’8 al 12 aprile, padiglione 8 della Toscana, stand D1.

POTATURA E CONCIMAZIONE DEI VIGNETI A LE CORTI

Stiamo ultimando in questi giorni la potatura dei vigneti. Quest’anno, le condizioni climatiche hanno messo a dura prova i ragazzi per via della neve che, spesso, ha interferito nelle giornate di lavoro.
Tutti i vigneti sono piantati a cordone speronato e i nostri potatori hanno eseguito con la massima attenzione questa importantissima incombenza da cui dipende l’addolcimento della vite, una pianta arborea che è e rimane una pianta rampicante.
«Poche gemme selezionate – ripeto sempre - dovete scegliere con cura la gemma che desiderate far diventare una pianta produttiva».
In concomitanza con la potatura stiamo anche effettuando la concimazione annuale delle vigne.
Un’operazione essenziale, visto che ogni anno un ettaro di vigneto produce sia ottima uva che legno e foglie.
Da anni, usiamo solo concime stallatico biologico che dosato in quantità modeste offre alle piante una serie di micro elementi che, migliorando lo strato fertile del terreno, influiscono enormemente sui risultati delle piante dell’uva.
Tutte scelte che rispondono ad una filosofia aziendale, quella cioè di restituire alla terra quanto ci offre.
In alcuni vigneti, sono ormai tre anni che usiamo spandere il concio maturo di cavallo (letame misto a paglia) raccolto nel maneggio che sorge all’interno del territorio della Fattoria Le Corti.
Una pratica antica che ci consente di avere due vantaggi immediati: un apporto di sostanza organica e, contemporanemente, un miglioramento della tessitura dei terreni.

Giuseppe Lucido

MARSILIANA - TG2 ore 13

MARSILIANA CASTLE

Here a wonderful reportage about Marsiliana. Shooting from the helicopter, historic info. A short precise trip in Principe Corsini Tenuta in Maremma.

MIRABILIA CORSINI: LA FIBULA ETRUSCA DI MARSILIANA

Quando Tommaso Corsini, VI principe di Sismano, riportò alla luce la grande necropoli della Banditella e della Perrazeta, formata da 109 tombe a fossa, nella sua tenuta a Marsiliana d’Albergna, sulle terre che stava rapidamente modernizzando con l’introduzione di nuovi macchinari, fu ricompensato da una grande scoperta, oggi esposta al Museo archeologico di Firenze.La fibula Corsini

Un oggetto in sé piccolo, d’uso comune che allora, siamo tra l’VIII e il VII sec. a. C., svelava però, in tutta la sua magnificenza, il rango di un personaggio importante, seppellito al centro di un circolo di pietre. Accanto ai resti del carro da guerra e al ricco corredo di vasi di bronzo, ecco apparire la forma slanciata di una fibula.
La spilla d’argento e oro laminato era quella di un capo. Lungo l’arco e sulla staffa compaiono a tutto tondo piccole anatre e leoni.

Le figure sono realizzate a stampo, congiungendo due lamine e usando per i dettagli una tecnica a granulazione.
Non si tratta di animali qualsiasi, ma simbolici: uccelli che nelle loro periodiche migrazioni indicano un tragitto oltre l’orizzonte fisico, oltre la morte e fiere che ne sorvegliano i quattro punti cardinali, associate al principio di regalità.
Di tale fattura da essere riconosciuta come il prodotto di un laboratorio dell’Etruria meridionale, paragonabile alla più sontuosa oreficieria che si eseguiva nei centri di Palestrina e Cerveteri.
Se venisse proprio da Palestrina, l’antica Preneste, nota soprattutto per il grandioso tempio dedicato alla Dea Fortuna, santuario federato dei popoli latini, potrebbe essere accostata alla fibula prenestina, anch’essa d’oro, conservata al Museo Pigorini di Roma. Non solo per il valore obiettivo, ma per l’importanza di avere sopra incisa la più antica testimonianza di alfabeto latino, racchiusa nella frase: Manios med fhefhaked Numasioi ovvero Manio mi ha fatto per Numasio.
Tornando alla fibula, scoperta nell’omonimo circolo di pietre fitte di Marsiliana da Tommaso Corsini, la sua scoperta nel 1908, fece tale scalpore che anche Vittorio Emanuele III, re d’Italia la magnificò come «fulgida espressione della cultura etrusca».

MIRABILIA CORSINI: THE ETRUSCAN FIBULA OF MARSILIANA

When Tommaso Corsini, VI Prince of Sismano, excavated the vast necropolis of Banditella and Perrazeta, consisting of 109 graves , in his estate to Marsiliana of Albergna, on land that was rapidly modernized with the introduction of new machinery , was rewarded by a great discovery, now displayed at the Archaeological Museum of Florence .

A small object, widely used in this period (VIII and VII century. B.C.) , revealed in all its glory, the rank of an important person, buried in the center of a circle of stones. Near the remains of the war chariot and the rich array of bronze vases, here that appears the slender form of a fibula.
The brooch of silver and gold laminate was that of a leader. Along the arc and the staff appear in the round small ducks and lions.

The figures are made in mold, joining two sheets and using technique for granulation for the details.
Those are symbolic animals: birds that in their periodical migrations indicate a route beyond the physical horizon, beyond death and fairs that overlook the four cardinal points, combined with the principle of royalty.
Recognized as the product of a laboratory in southern Etruria , comparable to the most sumptuous Goldsmith performed in the centers of Palestrina and Cerveteri .
If it were from Palestrina, the ancient Preneste, known for the magnificent temple dedicated to Goddess Fortuna, federated sanctuary of the Latin peoples, could be compared to the fibula prenestina, also gold and preserved at the Pigorini Museum of Rome. Not only for its value, but for the importance of having engraved on the oldest testimony of the Latin alphabet, contained in the phrase: Manios med fhefhaked Numasioi or Manius made me for Numasio .
Returning to the fibula, it was found by Tommaso Corsini in the homonymous stone circle of Marsiliana and its discovery in 1908 made such an outcry that Vittorio Emanuele III, King of Italy celebrated the fibula as «radiant expression of the Etruscan culture ».