«Ogni giro è diverso dall’altro – sottolinea Clotilde Trentinaglia De Daverio, richiudendo la porta a vetri di Villa Le Corti che si apre nel prato che fa da soffitto alle cantine seicentesche, sconfinando verso il giardino formale e l’orizzonte del Chianti – dipende dall’interlocutore, dalle domande e dalla giornata. La maggior parte dei visitatori resta entusiasta soprattutto per le cucine con il grande spiedo, i vecchi tegami, le caffettiere, per le cantine e l’orciaia, una delle più imponenti del Chianti Classico».
Il compito di accompagnare i visitatori in visita adella grande villa Corsini di San Casciano in Val di Pesa, costruita per produrre vino e olio, scelta insieme a Duccio Corsini come propria residenza e restaurata senza risparmio di mezzi ed energie, lascia trasparire un sorriso. Un’espressione di stupore e di soddisfazione per l’impresa in corso.
Come una conversazione
«Descrivere la Villa significa raccontare la storia della famiglia – continua Clotilde Trentinaglia De Daverio – facendo emergere con i fatti e gli oggetti un po’ del carattere e dello stile dei protagonisti. Come in una conversazione. Storia e storie mescolate insieme.
«Penso, ad esempio, al quadro in cui si vede Amerigo Corsini che parte in carrozza da Firenze, verso la fine dell’Ottocento. Il quadro ricorda l’inizio del viaggio, intrapreso per raggiungere la futura sposa, figlia naturale della regina di Spagna. Viaggio senza ritorno, perché egli, unico figlio maschio, morirà di tifo lungo la strada.
«Sono molti i temi legati alla visita. Nella sala del caminetto, acceso d’inverno, che un tempo era la sala da ballo, c’è il busto in marmo di Clemente XII, il papa che fece costruire la Fontana di Trevi a Roma, aprì al pubblico la Biblioteca Corsiniana e legalizzò il gioco del Lotto per finanziare il restauro dei monumenti e la costruzioni di ospedali, porti ed altre opere oggi dette infrastutturali. Su una parete campeggia il grande albero genealogico della famiglia, le cui prime notizie risalgono alla fine del 1100, quando giunsero a Firenze, provenienti dai dintorni di Poggibonsi. Nei due secoli successivi, divennero prima commercianti e poi banchieri come racconta la Cronica di Giovanni Villani, occupandosi anche di assicurare il naviglio commerciale dei primi armatori greci. Nella sala da pranzo, invece, gli stemmi sulle volte ricordano le donne entrate a far parte della famiglia e nella sala accanto, affrescata con un pergolato, un armadio a vetri conserva i vecchi giocattoli».
«Spero, presto – aggiunge la padrona di casa – di allestire una stanza come guardaroba, guardaroba di casa, per mostrare le stoffe, i lenzuoli di canapone, i tovaglioli di Fiandra che ho ritrovato in villa. Sarà ancora un modo per mostrarla viva e ricordare come ci si viveva».
Villa Le Corti è aperta al pubblico tutti i primi mercoledì del mese, escluso agosto; le visite guidate da Clotilde Trentinaglia De Daverio si svolgono dalle 10 alle 17.
La visita, compresi i giardini, dura circa un’ora e mezza. È possibile scattare foto e acquistare i prodotti della fattoria.
Per il resto dell’anno, si può visitare la villa dietro prenotazione e a pagamento:
visita villa, minimo due persone (7 euro);
visita cantina, frantoio e orciaia, minimo due persone (5 euro);
visita frantoio, orciaia con degustazione olio (10 euro);
visita cantina, frantoio e orciaia con degustazione 2 vini + olio + affettati (15 euro);
visita cantina, frantoio e orciaia con degustazione 2 vini + olio + light lunch (30 euro);
visita cantina, frantoio e orciaia con degustazione 2 vini + olio + lunch (35 euro).

PER INFORMAZIONI
Villa Le Corti - Via San Piero di Sotto, 1 - 50026 San Casciano Val di Pesa (FI)
Tel. +39 055 82 93 01 - Fax +39 055 829 00 89 - info@principecorsini.com