UN VINITALY MENO AFFOLLATO E PIU’ COSTRUTTIVO

A bocce ferme, la mia impressione del Vinitaly è complessivamente positiva, superiore alle previsioni e capace, quindi, di aggiungere un tassello in più, corroborando una visione ottimista del futuro. Avevo qualche dubbio sul fatto che, quest’anno, gli importatori del Nord Europa partecipassero sia al Prowein sia al Vinitaly e invece c’erano.
Nonostante la crisi, l’interesse per il vino non arretra. Le presenze ai tavoli di degustazione, nel padiglione del Consorzio del Chianti Classico sono state costanti, pur seguendo un andamento progressivo che ha raggiunto l’apice tra venerdì e sabato per poi scemare la mattina di domenica e svanire nella giornata di lunedì.
Si è manifestata, quindi, la stessa, salutare, tendenza delle fiere dedicate alla moda. Meno folla generica o semplicemente curiosa - meno bande di alpini per intenderci - e spazio agli incontri di lavoro.
Una ristrutturazione che non nuoce, certo, a questo tipo di appuntamenti.
Personalmente, ho incontrato e parlato con operatori provenienti dal Lussemburgo, dalla Polonia, con clienti e clienti di clienti della Germania.
Abbiamo avuto anche nuovi contatti dal Brasile e dal Messico mentre, come mi aspettavo, non ho visto americani.
Insomma, un Vinitaly dove ha vinto la selezione che si traduce, soprattutto, in un risparmio di tempo.

Duccio Corsini

3 marzo al vinitaly

TALLIN BELLA E POSSIBILE PER I GRANDI CRU DELLA TOSCANA

Sono rimasto veramente colpito da Tallin, la capitale dell’Estonia. Una bella città che non conoscevo e che ho scoperto durante un incontro organizzato dall’Associazione Grandi Cru della Costa Toscana.
Duccio a Tallin
In due giornate limpide e fredde, insieme ad una quarantina di interlocutori attentissimi e preparati abbiamo degustato i rossi della Tenuta Marsiliana: il Marsiliana 2005 e il Birillo 2006.
È stato interessante constatare che molti di loro non avevano fino a quel momento messo a fuoco che i vini come il Sassicaia o l’Ornellaia sono fatti in vista del mare, che lo costeggiano. Pur conoscendoli, non li avevano localizzati accanto ad un tale elemento seduttivo. La definizione, quindi, di Grandi Cru della Costa Toscana ha un potere evocativo formidabile ed è una carta in più da giocare.
Direi anche che il mio sforzo di mettere a punto dei vini, legati al territorio, dotati di struttura, ma essenzialmente eleganti, bevibili, è stato compreso e più che apprezzato.
Tra i contatti avuti, quelli più interessanti sono stati con il signior Erbi della società estone Liviko e Marco Giomi di Italbaltic. Ho rivisto anche il primo, nei giorni successivi, al Prowein di Düsserldorf, cogliendo l’occasione per fargli assaggiare anche il Vermentino e i Chianti di Le Corti.
Un’ultima nota piacevolissima è stata la cucina italiana, condotta dal cuoco sardo Nicola Tanda della Trattoria Enoteca La Bottega. Ho mangiato bene come si mangia in Italia, ma molto meglio di quanto si mangi in molti ristoranti italiani.

Duccio Corsini

MARSILIANA E LE CORTI AL PRIMO WINE ART FESTIVAL

Principe Corsini ha partecipato con tre sue etichette al primo Wine Art Festival festival che si è tenuto a Pietrasanta, il 21-22-23 marzo, caratterizzato da una notevole affluenza di pubblico.
Al Palavino, la tensostruttura allestita nella piazza del Duomo, sono stati degustati il Vermentino Birillo 2006, il Birillo Rosso 2008 della Tenuta Marsiliana, e il Chianti Classico Le Corti 2006 della fattoria di San Casciano Val di Pesa.
Insieme a Barbara Toschi, responsabile commerciale per l’Italia, era presente anche Renato Zucchini, agente Principe Corsini per la Versilia.

Nella foto, da sinistra, Barbara Toschi, Renato Zucchini e Nicola Colombo della Cantina dei Colli Vicentini

Foto di gruppo

IMPRESSIONI DI VIAGGIO NEGLI USA

Ecco alcune brevi impressioni di Duccio Corsini di ritorno dagli Stati Uniti dove ha partecipato con i vini della Fattoria Le Corti al tour, organizzato dal Gambero Rosso.
«Senza dubbio c’è una grande crisi, aggiungerei soprattutto nella testa delle persone – sottolinea Duccio Corsini - la televisione martella giornalmente con notizie che hanno il tono del bollettino di guerra e i giornali aggiungono un ulteriore carico di incertezza e apprensione.
Duccio a Washington«Apparentemente, però, lo stile di vita non mi sembra cambiato un granché. Chiudono quei ristoranti che comunque avrebbero chiuso mentre quelli che andavano bene continuano ad essere pieni. A Los Angeles, purtroppo i vini dei produttori sono arrivati in ritardo e la presentazione ne è risultata condizionata.
«A San Francisco è andata molto meglio ed i vini c’erano. Lì, il mercato è sicuramente in crisi, ma noi stiamo crescendo. Insomma, c’è spazio per chi lavora bene, muore e sparisce chi lavora meno bene.
«Manhattan è, senz’altro, una storia a parte. La crisi, almeno in strada, non si vede. Sono stato alla fiera dell’arte, The Armory Show, ed era piena di visitatori e nonostante il costo del biglietto a 30 dollari, abbiamo fatto la coda per entrare. La sera, poi, il primo tavolo disponibile da Scarpetta era alle 22! Complice, forse, il primo giorno di primavera. In definitiva, resto ottimista nei confronti di un mercato che rappresenta il 30 per cento del nostro export».

Aspettando Tallin e Düsseldorf

«Stesso stato d’animo – continua Duccio Corsini – per i prossimi appuntamenti a Tallin, in Lituania, il 25 e il 26 marzo, e a Düsseldorf , in Germania, dal 29 al 31 marzo. La Lituania e le Repubbliche baltiche sono realtà sicuramente minori, ma sentiamo la necessità di aprire nuovi mercati, accanto a quelli rappresentati dai Paesi del G8, che possano contribuire alla costruzione della marca.
«La Germania rappresenta, invece, un mercato consolidato anche se in difficoltà come il resto d’Europa. Al Prowein convergono gli interessi del Nord e dell’Est Europa. I compratori dovranno decidere come spendere i loro soldi e pensiamo che saranno presenti, per ragioni geografiche, più qui che al Vinitaly , programmato per la settimana successiva. Da Dusserdorlf mi aspetto di portare a casa una sensazione diretta e personale del mercato tedesco e del nord Europa».

VISITA IN VILLA CON LA PADRONA DI CASA

«Ogni giro è diverso dall’altro – sottolinea Clotilde Trentinaglia De Daverio, richiudendo la porta a vetri di Villa Le Corti che si apre nel prato che fa da soffitto alle cantine seicentesche, sconfinando verso il giardino formale e l’orizzonte del Chianti – dipende dall’interlocutore, dalle domande e dalla giornata. La maggior parte dei visitatori resta entusiasta soprattutto per le cucine con il grande spiedo, i vecchi tegami, le caffettiere, per le cantine e l’orciaia, una delle più imponenti del Chianti Classico». La Villa

Il compito di accompagnare i visitatori in visita adella grande villa Corsini di San Casciano in Val di Pesa, costruita per produrre vino e olio, scelta insieme a Duccio Corsini come propria residenza e restaurata senza risparmio di mezzi ed energie, lascia trasparire un sorriso. Un’espressione di stupore e di soddisfazione per l’impresa in corso.

Come una conversazione
«Descrivere la Villa significa raccontare la storia della famiglia – continua Clotilde Trentinaglia De Daverio – facendo emergere con i fatti e gli oggetti un po’ del carattere e dello stile dei protagonisti. Come in una conversazione. Storia e storie mescolate insieme.
«Penso, ad esempio, al quadro in cui si vede Amerigo Corsini che parte in carrozza da Firenze, verso la fine dell’Ottocento. Il quadro ricorda l’inizio del viaggio, intrapreso per raggiungere la futura sposa, figlia naturale della regina di Spagna. Viaggio senza ritorno, perché egli, unico figlio maschio, morirà di tifo lungo la strada.
Salone Clemente

«Sono molti i temi legati alla visita. Nella sala del caminetto, acceso d’inverno, che un tempo era la sala da ballo, c’è il busto in marmo di Clemente XII, il papa che fece costruire la Fontana di Trevi a Roma, aprì al pubblico la Biblioteca Corsiniana e legalizzò il gioco del Lotto per finanziare il restauro dei monumenti e la costruzioni di ospedali, porti ed altre opere oggi dette infrastutturali. Su una parete campeggia il grande albero genealogico della famiglia, le cui prime notizie risalgono alla fine del 1100, quando giunsero a Firenze, provenienti dai dintorni di Poggibonsi. Nei due secoli successivi, divennero prima commercianti e poi banchieri come racconta la Cronica di Giovanni Villani, occupandosi anche di assicurare il naviglio commerciale dei primi armatori greci. Nella sala da pranzo, invece, gli stemmi sulle volte ricordano le donne entrate a far parte della famiglia e nella sala accanto, affrescata con un pergolato, un armadio a vetri conserva i vecchi giocattoli».

camino-le-corti.JPG

«Spero, presto – aggiunge la padrona di casa – di allestire una stanza come guardaroba, guardaroba di casa, per mostrare le stoffe, i lenzuoli di canapone, i tovaglioli di Fiandra che ho ritrovato in villa. Sarà ancora un modo per mostrarla viva e ricordare come ci si viveva».
corte interna - visita

Villa Le Corti è aperta al pubblico tutti i primi mercoledì del mese, escluso agosto; le visite guidate da Clotilde Trentinaglia De Daverio si svolgono dalle 10 alle 17.
La visita, compresi i giardini, dura circa un’ora e mezza. È possibile scattare foto e acquistare i prodotti della fattoria.
Per il resto dell’anno, si può visitare la villa dietro prenotazione e a pagamento:
visita villa, minimo due persone (7 euro);
visita cantina, frantoio e orciaia, minimo due persone (5 euro);
visita frantoio, orciaia con degustazione olio (10 euro);
visita cantina, frantoio e orciaia con degustazione 2 vini + olio + affettati (15 euro);
visita cantina, frantoio e orciaia con degustazione 2 vini + olio + light lunch (30 euro);
visita cantina, frantoio e orciaia con degustazione 2 vini + olio + lunch (35 euro).

Fronte VIlla

PER INFORMAZIONI
Villa Le Corti - Via San Piero di Sotto, 1 - 50026 San Casciano Val di Pesa (FI)
Tel. +39 055 82 93 01 - Fax +39 055 829 00 89 - info@principecorsini.com

STATI UNITI, ESTONIA, GERMANIA (PROWEIN)

I vini Principe Corsini in giro per il mondo

Viaggiano i vini Principe Corsini e insieme viaggia il gusto di due territori: una Villa con i suoi vigneti, Villa Le Corti a San Casciano e la tenuta Marsiliana, nella Maremma grossetana.
Per primo, un tour in collaborazione con Gambero Rosso, negli Stati Uniti, insieme a Cortevecchia 2005, tre bicchieri 2008, e Don Tommaso 2005, 2 bicchieri colorati, giunto quindi in finale.
Nell’America del nord è Henriot l’importatore esclusivo di Principe Corsini.
I tre incontri americani si sono svolti a Los Angeles, al The Fairmont Miramar Hotel che si affaccia lungo il boulevard Santa Monica; a San Francisco, al Fort Mason Center e a New York, al Metropolitan Pavillon.

Il 25 e il 26 marzo, invece, visita a Tallin, in Estonia, dove in un worshop aperto alla stampa, alle enoteche e ai ristoranti, saranno presentati Marsiliana 2005 e Birillo rosso 2006. L’iniziativa è promossa da I Grandi Vini della Costa Toscana.
E ancora, dal 29 al 31 marzo, è la volta del Prowein 2009 di Düsseldorf, nel padiglione 3, stand 3 J 140 di Stoppervini Enomarketing, rappresentante di Principe Corsini per i mercati svizzero, austriaco e tedesco. L’incontro prevede anche una cena con i piatti preparati da Niko Romito, cuoco 2 stelle Michelin del Ristorante Reale di Rivisondoli (Abruzzo) in collaborazione con lo staff del ristorante Rossini di Düsseldorf.

mondo.jpg

Caccia al fagiano, ma all’inglese

di Duccio Corsini

Renacci in Valdarno. Qui, un tempo si piantava il tabacco e oggi sulle prime colline si caccia il fagiano all’inglese in una riserva di ottocento ettari. L’Arno conclude la sua larga curva, scendendo dalle sorgenti del Falterona e dopo aver puntato a sud “risale” verso Firenze, contornando il massiccio del Pratomagno, chiamato così per le praterie che ne orlano il crinale. Questo tratto della Toscana è in tutti i sensi un punto centrale. Lungo la destra orografica del fiume sorgono due importanti pievi, la cui presenza segnala il passaggio di antiche vie di comunicazioni. Sul versante ovest del Pratomagno c’è la pieve di Gropina, con un fantastico pulpito di età longobarda. Era il punto di partenza della via Abdaversa che scavalcando il massiccio raggiungeva La Verna, poi la valle del Marecchia e Rimini. Ridiscendendo sul versante est, questa incrociava due altre strade romane all’altezza della pieve di Sant’Antonino a Socana, costruita sui resti di un grande santuario etrusco: la via Flaminia Minior che da Arezzo conduceva a Bagno di Romagna e la via delle Terme che collegava Laterina, altra stazione termale romana, sempre con Bagno di Romagna. A Renacci, cacciamo per sei giornate, dalla metà di ottobre a tutto dicembre.

Fagiani - G.Vitali

Sorteggio delle poste
Un signore, compreso il sottoscritto, ne invita altri per una giornata di caccia che inizia alle 8.30 circa con un discorso in cui i partecipanti prendono conoscenza delle regole, poche, ma perentorie. Dopodiché, si sorteggiano le poste, pescando il cartellino con in nomi delle battute e la costa corrispondente: Cannucceto, Ponte nero, Buca dei ciliegi, Cimitero… Si fa fuoco sia al maschio sia alla femmina, allineanti su un’unica fila ad una distanza tra tiratore e tiratore di trenta-cinquanta metri, coprendo un fronte al massimo di mezzo chilometro. Ci si imposta, si cambia cioè luogo, quattro o cinque volte durante la giornata. Spariamo al volo con due fucili a disposizione e solo quando vedi il cielo. Il fagiano non è un uccello facile, perché vola alto e veloce, forse il più veloce di tutti. Qualità di cui ti rendi subito conto solo mirando, dal momento che è il doppio di una pernice.

Sessanta battitori
Una volta assegnate le poste e in posizione - si carica al suono della corna - i cacciatori attendono che i battitori, una sessantina, spingano verso di loro i fagiani. Per coadiuvare i fucili ci sono in tutto cento persone, compresi due angeli custodi: il carichino che porge l’arma, e il raccoglitore che libera, al momento opportuno i labrador per la cerca dei fagiani colpiti. Il carichino lavora in tandem e sorveglia il tiro, suggerendo più in alto, più in basso, più a destra… A Renacci, compriamo i pulcini di un giorno e li alleviamo in recinto fino a quando imparano a volare. Un fagiano vive in media 5 anni e a due è al massimo del suo vigore. Il 5% muore prima del lancio e un 30% durante il periodo di caccia. La gran parte rimane, quindi, in vita, nidificando, facendo nascere dei pulcini selvatici e guardandosi dai nemici naturali: volpi, cornacchie, poiane cinghiali e nutrie; altri, invece, scelgono il posto più tranquillo, il pollaio, restando poi per anni a guardarci. L’anno scorso, il 22 dicembre, è stata una di quelle giornate indimenticabile: tempo e selvaggina perfetti. Il tableau di capi abbattuti ha polverizzato i precedenti record. Non sono molte le signore che tirano e tra queste c’è Albiera Antinoriche spara molto bene.

Cacce a Marsiliana: il cinghiale in braccata

di Duccio Corsini

Ci vuole la macchia, quella che all’alba e verso sera si tinge quasi di blu, e che copre come un vello le colline per immaginare la caccia al cinghiale in braccata. Forse, un sentore lontano di mare come a Marsiliana, nella Maremma grossetana.
Anche a Renacci in Val d’Arno, quando cacciamo il fagiano all’inglese si spara impostati e il gruppo di cacciatori non supera la decina, ma qui ci sono di solito tra i cinquanta e i sessanta fucili e anziché in cielo tiri di fronte a te, a palla. Molto più pericoloso, in uno scenario che al gesto sportivo aggiunge un che di drammatico. Cosa fa la differenza? La bellezza della braccata sono le canizze, il concerto di cani e uomini che spingono i branchi di cinghiali verso la schiera dei cacciatori, disposti a semicerchio e sottovento.

Tenuta Marsiliana

Una manciata di secondi
La maremma, che ti figuri ancora silenziosa e addormentata, sussulta in un concerto di grida e richiami, un basso crescente in cui potresti riconoscere quasi uno ad uno i cani e soprattutto sapere cosa stanno facendo in quel momento. La muta ne conta non meno di centocinquanta che abbaiano “sguaiati” se l’animale è vivo e a martello quando è ferito o morto.
C’è, quindi, l’attesa e la consapevolezza di non avere che una manciata di secondi, tre o quattro non di più, per vedere, mirare e far fuoco.
Una volta, mi è capitato di venire travolto. Era un esemplare di una sessantina di chili, alto circa 60 centimetri. Gli ho sparato un primo colpo, ferendolo e un secondo mentre mi mandava letteralmente a gambe per aria. In un’altra occasione, la scena ha assunto un aspetto comico: nella posta accanto, un signore ha padellato il cinghiale che, non so come, è passato di gran carriera, trascinandosi la sua borsa a tracolla. Dovette cercare a lungo prima di ritrovarla.
L’abbattimento del cinghiale viene attribuito a questo o quel cacciatore in base al primo buco tondo, piazzato sul bersaglio grosso: non valgono l’orecchio, il muso o gli zampetti. Finita la caccia, un terzo del tableau spetta per consuetudine ai canai mentre il trofeo alla fattoria con luogo, data e nome del cacciatore.
A Marsiliana, si caccia il cinghiale in braccata dal 1°novembre al 31 gennaio.

LA SCUOLA DELLA CUCINA ITALIANA A VILLA LE CORTI

Dal 7 al 10 novembre 2008 gli chef de la Scuola de La Cucina Italiana si trasferiranno nel Chianti, nella tenuta del Principe Corsini, a soli 15 km da Firenze, immersi negli uliveti e nei vigneti di famiglia. Daranno vita ad un imperdibile weekend enogastronomico in cui assaporare la vera cucina toscana in una location unica, ricca di storia, di fascino e di tradizione.
Le lezioni di cucina si terranno nella cucina storica di Villa Le Corti, con attrezzatura d’epoca restaurata fedelmente e perfettamente funzionante. La padrona di casa, Clotilde Corsini accompagnerà personalmente gli ospiti alla scoperta dei segreti della tenuta.
I partecipanti pernotteranno nel Podere Gugliaie, in camere doppie con bagno privato, all’interno della Tenuta, tra vigne e olivi.

IL PROGRAMMA

Venerdì 7 novembre
arrivo a San Casciano in Val di Pesa con mezzi propri (le camere saranno a disposizione degli ospiti dal tardo pomeriggio), buffet di salumi e formaggi tipici a disposizione.

Sabato 8 novembre
prima colazione, corso di cucina toscana ‘Dall’A… alle Zuppe’ dalle ore 10.30 alle ore 13.30 nella cucina storica della Villa e pranzo con lo chef. Nel pomeriggio, prosegue il corso di cucina dalle ore 17 alle ore 20, con cena nell’enoteca della Villa.

Domenica 9 novembre
prima colazione, mattinata a disposizione per escursioni (facoltative), pranzo in Enoteca. Dalle ore 17 alle ore 19 degustazione di vino con sommelier e assaggi di vini della tenuta, con visita alle cantine storiche. Dalle ore 19 alle ore 20 degustazione di olio e visita guidata all’orciaia antica e al frantoio. Se le condizioni climatiche lo permetteranno, si potrà assistere alla raccolta delle olive che avviene proprio in questi giorni.
Dalle ore 20 cena nella Sala delle donne con la principessa Clotilde Corsini.

Lunedì 10 novembre
colazione e partenza con mezzi propri.

Il costo è di euro 480,00 a persona in camera doppia: dal buffet del venerdì sera colazione del sabato alla colazione del lunedì, tutto compreso (anche i pasti di mezzogiorno e sera).

Per chi desidera la suite con salotto, il costo è di euro 580,00 a persona in camera doppia.

Non sono compresi i costi di trasporto, gli extra e le bevande in genere.
Possibilità nelle vicinanze di visite guidate ed escursioni a cavallo, a pagamento.
L’arrivo il sabato mattina o la partenza la domenica notte non prevedono sconti sul costo totale del pacchetto.

E’ possibile partecipare solo ai corsi di cucina e alle degustazioni previste nel pacchetto, al costo di euro 300,00 a persona.
Sono inclusi il pranzo del sabato e le cene di sabato e domenica.
Non sono inclusi i pernottamenti, le colazioni e gli altri pasti

Per informazioni e prenotazioni: 02.70642242; ipca@quadratum.it

La cucina storica

LA VENDEMMIA ALLE CORTI E A MARSILIANA

La vendemmia nelle due tenute di Principe Corsini, Le Corti nel Chianti Classico e a La Marsiliana, nella Maremma grossetana, si annuncia molto positiva. Diminuisce, in generale, la quantità e cresce notevolmente la qualità.
«A Marsiliana, la raccolta è stata ultimata il 25 settembre - sottolinea Duccio Corsinivite.JPG - il tempo si è mantenuto bello tranne durante il fine settimana dal 13 al 15, quando si è passati da una calda estate ad un autunno fresco. Il calo di temperatura, soprattutto nelle ore notturne, è stato determinante per i futuri aromi del vino. In questo momento, la fermentazione nei tini si svolge regolarmente e tutto il merlot è stato svinato.
«Fermentazioni e macerazioni sono state effettuate nei 15-16 giorni stabiliti. Abbiamo raccolto 1.132 quintali di uva contro i 1.400 dell’anno scorso. Una quantità inferiore del 19 per cento. Ci sarà meno vino, e, immagino,di ottima qualità».
«Per quanto riguarda Le Corti, la vendemmia, iniziata il 9 settembre con il merlot, è ripresa il 29 del mese con il sangiovese. La qualità dell’uva appare buona sia quella destinata a Don Tommaso sia quella per Le Corti. Prevediamo una riduzione produttiva, inferiore a Marsiliana, che dovrebbe attestarsi intorno al 15 per cento.
«Nel frattempo stiamo svinando il merlot ed il vino ottenuto non sembra abbia sofferto per la lunga siccità, interrotta solo dai forti acquazzoni di ferragosto. Come in Maremma anche a Le Corti il clima è cambiato, diventando autunnale, a tutto vantaggio del sangiovese».