La rivista giapponese Sotokoto pubblica una presentazione del Don Tommaso a firma di Giacomo Mojoli
“Amo i vini eleganti, non mi piacciono quelli tutta struttura, tutto muscoli. Tra il vino a cui penso e i vini da concorso, c’è la stessa differenza che corre tra Cary Grant e Sylvester Stallone”. È questa l’idea del vino, e del concetto di gusto, che contraddistingue un personaggio come Duccio Corsini, 44 anni, erede di una prestigiosa famiglia di aristocratici toscani che ebbe tra i suoi membri persino un Papa, Lorenzo Corsini, eletto nel 1730 col nome di Clemente XII. Oggi, la vita di Duccio Corsini, rimasto un nobile soprattutto per i suoi comportamenti gentili e signorili, è alquanto movimentata e concreta. E’ ritmata dai suoi continui viaggi nel mondo per promuovere il suo vino e dai tempi agronomici della terra, della vigna, degli ulivi e dei numerosi eventi di promozione del territorio e del paesaggio che organizza nella sua tenuta. Risalgono al 1427 le prime notizie riguardanti l’ acquisto di terre e di poderi in Toscana della famiglia Corsini, ma solo all’ intuito di Duccio, nel 1992, è riconducibile il merito di aver fatto rinascere la Fattoria Le Corti e la splendida Villa Rinascimentale situata a poco più di 20 minuti di strada da Firenze. Una proprietà che si sviluppa attorno alla Villa che comprende circa 250 ettari di terreno, utilizzati per le produzioni tipiche di questa regione, il vino Chianti Classico e l’olio extra vergine di oliva. Sono quasi 50 gli ettari destinati alla coltivazione della vigna, la maggior parte composta da vigneti di sangiovese, il vitigno che sta alla base della personalità di un vino come il Chianti Classico. . E, se è vero che il vino autentico dovrebbe essere anche l’ espressione di chi lo fa, di chi lo immagina, di chi lo vive ogni giorno con il suo lavoro, con le sue mani, il Chianti Classico Don Tommaso è l’ esemplificazione concreta della personalità di Duccio Corsini. Un carattere complesso e al tempo stesso raffinato, originale nella forma e nel modo di presentarsi, ma capace contemporaneamente di comunicare con agilità la propria essenza, ricca di storia e di territorialità. Non a caso i lieviti utilizzati per la produzione del Don Tommaso provengono unicamente da uve autoctone e, anche l’ uvaggio finale, prevede una presenza dell’85% di sangiovese e del 15% di merlot. Sono circa 25.000 mila le bottiglie prodotte, per un vino che viene posto a maturare per almeno 15 mesi in barrique e poi posto ad affinare per altri 8 mesi in bottiglia.
Per ottenere così un Chianti Classico elegante e armonioso, con un’ aroma intenso di frutti maturi, di prugna e di ciliegia.
In bocca è un vino scattante, teso, equilibrato, con struttura vigorosa, capace di essere fine e di lunga lunga persistenza sensoriale. Per quanto riguarda gli abbinamenti, come precisa Corsini, < la massima ragion d’ essere del vino è quella di “danzare” insieme al cibo, per rendere la tavola conviviale>.
Nome del vino:
Chianti Classico Don Tommaso
Azienda Fattoria Le Corti