Ritratto di Principe

Ritratto di Duccio Corsini

Duccio Corsini «Le mie vacanze dell’ozio nella verde Maremma»
MILANO - Il suo pianeta è fatto di grandi viaggi e «vacanze dell’ozio». Il passo sempre uguale, famiglia fiorentina, la flemma del principe con una filosofia che amava anche Nietzsche: pensare camminando. Duccio Corsini, principe, è uno stile, unico. La vacanza in Maremma, un istituto di famiglia, nella tenuta di 2800 ettari, la Marsigliana, dove le ore sembrano pesanti. Sembrano. «Il buon ritiro, il luogo della vacanza per tutta la vita, dove ho imparato anche a produrre vino», dice il nobiluomo. La sorpresa è la famiglia, i figli Elena e Filippo, le ore del sole che avvolgono i silenzi, «il gusto della vacanza dell’ozio», dice. «Poi ci vuole il riposo», aggiunge ridacchiando. Le passeggiate nel bosco, vicino a Manciano, le corse a cavallo, l’odore dei muri del castello, in piedi dall’800 dopo Cristo, l’idea di chi è passato prima: gli Aldobrandeschi, i religiosi, i Medici, dal 1759 i Corsini. E ancora le vacanze all’Argentario, alla Giannella, la casa colonica che serviva per fare il carbone, proprio davanti al mare, dove ora, invece della sabbia, c’è l’erba di un bel prato. Trascorsi illustri, condottieri, uomini d’affari, santi. Come Andrea Corsini, vescovo di Fiesole, morto nel 1302 e proclamato santo nel Seicento, sepolto nella chiesa del Carmine, a Firenze. Un principe può essere soltanto un esempio. Regge anche la battuta: «Principi non si diventa, si nasce».
Articolo tratto da Corriere della Sera - 12 aprile 2007 pag: 33 - Autore: Mauro Remondino

Il Messaggero 10 aprile 2007

Castello di Marsiliana

Vacanze in mostra a Capalbio
Pasquetta a Capalbio tra arte maremmana e mondanità romana. L’altra sera al vernissage della mostra del giovane fotografo Bruno Lelli, molti vacanzieri romani che si sono ritrovati nel Castello di Marsiliana, proprietà dei principi Corsini che ne hanno destinato un intero spazio, detto “II Clube”, alle mostre d’arte di giovani talenti. Molti gli appassionati richiamati dall’evento. Tra loro Chiara Monicelli, la principessa Lee Borghese, Rosaria e Ferdinando Frescobaldi, Stefano e Benedetta Eco, Paolo e Anda Cuccia. Parte del ricavato dalla mostra verrà devoluto all’associazione Elianto che si occupa di bambini disabili.
Articolo tratto dal quotidiano Il Messaggero del 10 Aprile 2007

Vino rosso, sangue blu

Così si intitola l’articolo dedicato alle grandi famiglie nobili del vino pubblicato questo mese dalla rivista Verve. La “frizzante” rivista diretta da Massimo Pacifico racconta l’art de vivre attraverso la storia di sei importanti brand, leader nella produzione di vino, tra cui il Principe Corsini.
Attraverso il percorso narrativo si evince come queste nobili famiglie abbiano saputo costruire la storia non solo del settore enologico. “Nel corso dei secoli hanno prodotto banchieri, statisti, mecenati e papi. Oggi alcune delle più antiche famiglie fiorentine propongono al mondo etichette blasonate”. La tradizione che si sposa con eleganza alle esigenze contemporanee. Verve, Gennaio 2007

Vino rosso, sangue blu