RISPONDE FURLOTTI, EXPORT MANAGER DI PRINCIPE CORSINI March 20
Questa è la sua prima uscita all’estero, in Svizzera e nel sud della Germania come responsabile dell’export di Principe Corsini, quali sono le sue prime impressioni?
Sono rimasto molto colpito dalla nostra agenzia generale per la Svizzera, l’Austria e la Germania, StopperVini. Prima di arrivare a Le Corti li conoscevo di fama, sono un’agenzia molto importante, ma non mi era mai capitato di lavorare con loro.
Sono professionali, inseriti, dinamici, ed anche realmente vicini ai produttori che rappresentano: non fanno parte di quella categoria di agenzie ed importatori con cui si riesce a comunicare solo via mail e brevi telefonate.
Antonio Stopper, il titolare dell’agenzia, è una persona di grande intelligenza analitica e lucidità di vedute: passare due giornate in auto con lui è stato per me piacevole e formativo.
Che importanza hanno i mercati di lingua tedesca per Le Corti e Marsiliana?
Elevata. Nel loro complesso rappresentano il principale mercato export per i nostri vini, seguiti da Usa e Giappone.
Dove si vendono di più i vini dell’una o dell’altra tenuta?
In Germania, il Chianti Classico è un’istituzione e Le Corti è un brand ormai forte e consolidato, con un livello di riconoscibilità pari a quello di aziende di ben più grandi dimensioni, ed allo stesso tempo una fama di prodotto di alta qualità artigianale.
Quindi in Germania l’azienda trainante è Le Corti, anche se il Birillo, prodotto a Marsiliana, sta incontrando un successo crescente.
Un prodotto intrinsecamente portato a fare grandi numeri, e perfettamente tagliato per questa fase storica del mercato del vino, nei ristoranti e nelle enoteche in cui viene inserito diventa spesso uno dei prodotti di traino di tutto il negozio.
In Svizzera, i due vini della Costa a Marsiliana hanno un grande mercato, il Birillo per i motivi che spiegavo prima, il Marsiliana, ovviamente con numeri minori data la diversa fascia di prezzo, grazie ad alla maggiore disponibilità del mercato elvetico a spendere un po’ di più per comprare alta qualità.
In generale, trovo sorprendente quanto vino di qualità sia in grado di assorbire un Paese di piccole dimensioni come la Svizzera, evidentemente non ci sono solo fattori economici, ma anche culturali.
È stato presentato anche il bag in box e con quali reazioni?
Qualche cliente ne è rimasto entusiasta e ci punta molto, mentre diversi altri sono ancora un po’ titubanti.
L’idea di un Bag in Box di fascia alta, la “Qualità in scatola”, è originale ed interessante, ma richiederà ancora un po’ di pazienza ed “evangelizzazione” da parte nostra per essere accettata da tutti e sviluppare il suo pieno potenziale, che è elevato.