MIRABILIA CORSINI: LA FIBULA ETRUSCA DI MARSILIANA

Quando Tommaso Corsini, VI principe di Sismano, riportò alla luce la grande necropoli della Banditella e della Perrazeta, formata da 109 tombe a fossa, nella sua tenuta a Marsiliana d’Albergna, sulle terre che stava rapidamente modernizzando con l’introduzione di nuovi macchinari, fu ricompensato da una grande scoperta, oggi esposta al Museo archeologico di Firenze.La fibula Corsini

Un oggetto in sé piccolo, d’uso comune che allora, siamo tra l’VIII e il VII sec. a. C., svelava però, in tutta la sua magnificenza, il rango di un personaggio importante, seppellito al centro di un circolo di pietre. Accanto ai resti del carro da guerra e al ricco corredo di vasi di bronzo, ecco apparire la forma slanciata di una fibula.
La spilla d’argento e oro laminato era quella di un capo. Lungo l’arco e sulla staffa compaiono a tutto tondo piccole anatre e leoni.

Le figure sono realizzate a stampo, congiungendo due lamine e usando per i dettagli una tecnica a granulazione.
Non si tratta di animali qualsiasi, ma simbolici: uccelli che nelle loro periodiche migrazioni indicano un tragitto oltre l’orizzonte fisico, oltre la morte e fiere che ne sorvegliano i quattro punti cardinali, associate al principio di regalità.
Di tale fattura da essere riconosciuta come il prodotto di un laboratorio dell’Etruria meridionale, paragonabile alla più sontuosa oreficieria che si eseguiva nei centri di Palestrina e Cerveteri.
Se venisse proprio da Palestrina, l’antica Preneste, nota soprattutto per il grandioso tempio dedicato alla Dea Fortuna, santuario federato dei popoli latini, potrebbe essere accostata alla fibula prenestina, anch’essa d’oro, conservata al Museo Pigorini di Roma. Non solo per il valore obiettivo, ma per l’importanza di avere sopra incisa la più antica testimonianza di alfabeto latino, racchiusa nella frase: Manios med fhefhaked Numasioi ovvero Manio mi ha fatto per Numasio.
Tornando alla fibula, scoperta nell’omonimo circolo di pietre fitte di Marsiliana da Tommaso Corsini, la sua scoperta nel 1908, fece tale scalpore che anche Vittorio Emanuele III, re d’Italia la magnificò come «fulgida espressione della cultura etrusca».

MIRABILIA CORSINI: THE ETRUSCAN FIBULA OF MARSILIANA

When Tommaso Corsini, VI Prince of Sismano, excavated the vast necropolis of Banditella and Perrazeta, consisting of 109 graves , in his estate to Marsiliana of Albergna, on land that was rapidly modernized with the introduction of new machinery , was rewarded by a great discovery, now displayed at the Archaeological Museum of Florence .

A small object, widely used in this period (VIII and VII century. B.C.) , revealed in all its glory, the rank of an important person, buried in the center of a circle of stones. Near the remains of the war chariot and the rich array of bronze vases, here that appears the slender form of a fibula.
The brooch of silver and gold laminate was that of a leader. Along the arc and the staff appear in the round small ducks and lions.

The figures are made in mold, joining two sheets and using technique for granulation for the details.
Those are symbolic animals: birds that in their periodical migrations indicate a route beyond the physical horizon, beyond death and fairs that overlook the four cardinal points, combined with the principle of royalty.
Recognized as the product of a laboratory in southern Etruria , comparable to the most sumptuous Goldsmith performed in the centers of Palestrina and Cerveteri .
If it were from Palestrina, the ancient Preneste, known for the magnificent temple dedicated to Goddess Fortuna, federated sanctuary of the Latin peoples, could be compared to the fibula prenestina, also gold and preserved at the Pigorini Museum of Rome. Not only for its value, but for the importance of having engraved on the oldest testimony of the Latin alphabet, contained in the phrase: Manios med fhefhaked Numasioi or Manius made me for Numasio .
Returning to the fibula, it was found by Tommaso Corsini in the homonymous stone circle of Marsiliana and its discovery in 1908 made such an outcry that Vittorio Emanuele III, King of Italy celebrated the fibula as «radiant expression of the Etruscan culture ».

MIRABILIA CORSINI: L’ASTROLABIO DI IBN BAKRAN

Oltre ai palazzi divenuti museo, ai monumenti come la Fontana di Trevi e alle opere d’arte di Botticelli, Raffaello, Van Dyck il Vecchio e il Giovane, Rubens, Guido Reni o Bernini che insieme formano una delle più grandi collezioni private al mondo, esistono anche piccoli oggetti straordinari legati alla storia dei Principi Corsini.
Astrolabio
Come ad esempio un astrolabio arabo, realizzato in ottone nei primissimi anni del 1100 e donato da Tommaso Corsini VI Principe di Sismano(1835-1919) al Museo della Scienza di Firenze dove è tuttora custodito.
Il prezioso strumento, l’unico a disposizione per navigare fino all’avvento del sestante, porta la firma del suo esecutore: Muhammad Ibn Abi’l Qasim Ibn Bakran. Ha un diametro di 122 millimetri e riporta le latitudini corrispondenti alla Persia e quella relativa all’equatore.
Con l’astrolabio si possono individuare con una certa approssimazione le posizioni dei corpi celesti e calcolare l’ora in funzione della longitudine e viceversa.
La parola astrolabio è di origine greca e deriva dalla fusione di astron e dal verbo lambano che significava “prendo”.

MIRABILIA CORSINI: THE ASTROLABE OF IBN BAKRAN

In addition to the palace turned in museum, monuments like the Trevi Fountain and the works of art by Botticelli, Raffaello, the old and the young Van Dyck, Rubens, Guido Reni and Bernini, who together form one of the largest private collections in the world, there are also small items related to the extraordinary story of the Principi Corsini.
An example is an Arabic astrolabe, made of brass in the early years of 1100 and donated by Tommaso Corsini (VI Prince of Sismano 1835-1919) at the Science Museum in Florence , where it is still guarded.
This is the only available precious instrument used to navigate until the advent of the sextant and it has the signature of its author: Muhammad Ibn Qasim Ibn Abi’l Bakran. It has a diameter of 122 millimeters and shows the latitudes corresponding to those of Persia and the equator.
The astrolabe can identify with a certain approximation the positions of celestial bodies and calculate the time according to longitude and the opposite.
Astrolabe is a Greek word and is the contraction of astron and the verb lambano that meant “to take”.

IL GIOCO ALTRUISTA DELLA CUCINA

Poteva essere un libro sulla campagna, su i fiori o gli uccelli, un diario di viaggio o una raccolta di corrispondenze a un destinatario vero o immaginario, è invece un ricettario, scritto e dipinto ad acquarello.
Novantanove ricette per cento tavole, dedicate a chi pensa di non saper cucinare, a chi difende una pigra ignoranza e a i più giovani.
rotolo di natale
In tutti gli altri casi come in questo, il suo valore immediato è quello di offrire indirettamente, ma in maniera esplicita anche un ritratto delle due autrici.
Succede quando l’argomento e il modo di affrontarlo sono concreti, parenti prossimi del dono, della voglia di comunicare qualcosa di essenziale, vicino al benessere e alle sorprese di tutti i giorni.
Il gioco della cucina, un gioco altruista, scritto da Emanuela Notarbarolo di Sciara e illustrato da Fiona Corsini per l’editore Passigli, elenca novantanove ricette, novantanove modi per nutrirsi, affrontando il problema quotidiano di cucinare senza afflizioni in maniera responsabile, salutare e tradizionale.
Un impegno sottoscritto ed apprezzato da Arrigo Cipriani che ne ha firmato la prefazione.
Accanto alla ricetta vera e propria, dove sono descritti scrupolosamente tutti i passaggi necessari ad una buona riuscita, fioriscono le storie personali che rendono vivo e memorabile quel piatto.
Ricordi da cui si spande allegria, buon umore, il lato divertente della vita in famiglia.
Tanto la scrittrice che l’artista dialogano a distanza, l’una con le proprie nipoti, Giulia e Sofia, l’altra con i suoi sei figli, in occasione, ad esempio, della tavola che illustra il rotolo di cioccolata dove compaiono tutti insieme Leone, Neri, Zara, Fiamma, Fabiola, Lucio.
Forse, lo scopo recondito del libro è proprio quello di regalare tra le righe un manuale di attenzioni, una guida così spicciola da apparire segreta per rendere ancora più stretti i rapporti importanti.
Per Fiona Corsini è stata anche la prima occasione di esplorare il mondo dell’illustrazione.
Come pittrice il suo lavoro è, infatti, quello di ritrarre ad acquarello scene e situazioni dal vero.
«Il gioco della cucina – spiega Fiona Corsini – mi ha invece obbligato a prendere le distanze dal soggetto, a ricreare attraverso la memoria, a costruire a mia volta una ricetta, un racconto visivo.
«Le tavole sono nate dagli aneddoti che affiancano la spiegazione del piatto, a volte addirittura da una semplice frase che ha creato come un’eco. Nulla di didascalico, quindi, ma semmai di evocativo».

Nicola Dal Falco

Il gioco della cucina
Divertirsi e imparare cucinando

di Emanuela Notarbartolo di Sciara
tavole illustrate di Fiona Corsini
Passigli editore - 2009
pagine 233
32 euro