BIRILLO ROSSO 2007, BUON VINO QUOTIDIANO

«Il 2007 è il miglior Birillo che abbiamo prodotto finora a Marsiliana. Buono e bello, di gusto intenso e lungo in bocca. In cantina, il frutto originale è stato rispettato ed i dodidci mesi in barrique danno un contributo importante senza intaccare la freschezza del vino.
Etichetta
«Con largo anticipo su Marsiliana mi conferma la qualità dell’annata. Il Birillo è un vino quotidiano, da bere a tavola e gustare con gli amici al bar.
«Il nome e le informazioni sull’etichetta, enormemente ampliate, riprendono i caratteri della vecchia macchina da scrivere, un’Olivetti Lettera 20, che apparteneva a Don Tommaso, lo stesso modello che utilizzava il suo amico Indro Montanelli.
«Un omaggio familiare, ma anche il modo per sottolineare la carica diretta, senza giri di parole, pulita di questi vino della Maremma grossetana».

Duccio Corsini

Scheda Birillo 2007

UN BICCHIER D’ACQUA

Il colmo per un produttore di vino è fare bicchieri per l’acqua, ma la virtù del colmo sta nel ricavarli riciclando i vuoti. Ogni pezzo è ottenuto, tagliando la bottiglia a metà. Capiterà, allora, di imbattersi nel bicchiere nato da una bottiglia di acqua minerale o di champagne, ma soprattutto di Don Tommaso, Cortevecchia e Le Corti o di Marsiliana e Birillo. Più comuni i bicchieri di vetro bianco o verde foresta, molto più rari quelli marrone. Su tutti il blasone di casa Corsini o la scritta Principe Corsini. Disponibilibicchieri per l'acqua al prezzo di 8 euro l’uno.

UNA GRANDE E BUONA RACCOLTA DI OLIVE

Dopo l’astinenza del 2007 il raccolto di olive a Le Corti appare ottimo dal punto di vista quantitativo e qualitativo. Possiamo contare su 600 quintali di olive che si traducono in 13.000 bottiglie di olio DOP Chianti Classico biologico e 4.000 di Evo, ( Extra Vergine di oliva) Le Corti. Mi fa anche molto piacere sottolineare che nell’ultima tornata di assaggi da parte della Commissione preposta su quattro campioni d’olio gli unici a passare il giudizio sono stati il nostro e quello di un altro produttore che ha spremuto nel nostro frantoio.
Questo, oltre ad essere un motivo d’orgoglio per l’azienda, mette in evidenza che per noi il primo profitto è il risultato qualitativo. Ho sempre pensato che produrre l’olio sia, a tutti gli effetti, sia paragonabile a fare una spremuta di frutta fresca, il che significa raccolto e pressato all’istante. Di conseguenza, il nostro frantoio marcia, lavorando “solo” 8 quintali di olive l’ora in modo che la pasta di olive rimanga il minimo possibile a contatto con l’aria e venga subito estratta.

Asciutto e non grasso
Dal punto di vista organolettico, il DOP 2008, selezionato due volte secondo il nostro giudizio e quello della Commissione, si caratterizza per il sapore di cardo, un intenso aroma fruttato e per l’equilibrio raggiunto tra piccante e amaro. Il colore è di un bel verde smeraldo e, soprattutto, è un olio asciutto e non grasso. La migliore produzione di Le Corti viene proposta in una bottiglia tronco-conica quadra, summa geometrica a cui è applicata un’etichetta minima, un occhio. In questo modo, evitiamo la spiacevole situazione delle etichette grandi che finiscono più facilmente di ungersi. Il DOP è disponibile in tre formati: 250 ml, ideale per la ristorazione e fornito di un scatola espositore che invita all’acquisto; 500 ml e il formato famiglia da 750 ml. Una caratteristica in più è rappresentata dal nuovo, raro e sofisticato salvagoccia, presente solo su queste bottiglie. Consiglio di assaggiarlo su tutti i legumi e le verdure, dal pane tostato alla ricotta fresca.

Dop

I TRE BICCHIERI A QUALE ETICHETTA DI FATTORIA LE CORTI?

Un vino di Fattoria Le Corti ha ottenuto i tre bicchieri nella guida Vini d’Italia edita da Slow Food – Gambero Rosso 2009.
Dal primo ottobre verranno pubblicati i primi risultati ufficiali secondo una scaletta che va dai premi speciali a tutte le regioni italiane. Il 24 ottobre sarà la volta della Toscana, soltanto due giorni prima della presentazione ufficiale della guida che si terrà il 25 ottobre a Torino durante le giornate di Terra Madre e del Salone del Gusto, nel cinema Pathè (via Nizza 230) del Lingotto alle ore 10,30. La degustazione dei premiati si svolgerà – come è ormai consuetudine – sulla Rampa Nord dell’ex fabbrica Fiat.
Ogni giorno alle 10, collegandosi con il sito di Slow FoodIn alto i calici, sarà possibile conoscere regione per regione i riconoscimenti attributi alle cantine italiane dalla Guida Vini d’Italia 2009. All’insegna di una comunicazione Slow!

Non solo vin santo, ma vino di un santo

C’è chi fa il vin santo e chi lo produce potendolo intitolare a un santo per davvero: Sant’Andrea, santo di casa Corsini, nato nel 1301. Sua madre l’aveva sognato prima lupo e poi agnello, anticipando il corso degli eventi. Al giovane arrogante e spendaccione, in stile con i tempi e le possibilità della famiglia, ne succede un altro che a quindici anni, spinto sulla strada della preghiera, veste l’abito dei Carmelitani. Andrea sceglie l’umiltà e la mortificazione, indossando un cilicio cosparso di punte di ferro e questuando negli stessi palazzi di cui, prima, frequentava le feste. Uno zio cerca di convincerlo a tornare nel mondo, prospettandogli un matrimonio conveniente, ma lui rifiuta, invocando la pace del cuore.
La peste di Firenze
Così, dopo la sua ordinazione sacerdotale, sarà mandato a studiare a Parigi e già nel suo viaggio di ritorno mostra i doni della vocazione, guarendo alcuni ammalati. Giunse a Firenze proprio mentre imperversava la peste nera, quella descritta da Boccaccio, prodigandosi eroicamente. Nel 1348, fu eletto superiore provinciale dei Carmelitani e due anni dopo viene designato a succedere al vescovo di Fiesole, morto in seguito all’epidemia. Durante il suo ministero si distingue sia nell’opera di sostegno ai poveri sia nella guida del gregge, concentrandosi sul reclutamento e la preparazione dei sacerdoti. Difese le prerogative della Chiesa, dando esempio di austerità e portando a termine varie missioni di pacificazione.
Le spoglie a Firenze e una cappella a Roma
Morì nel giorno dell’Epifania del 1374. Le sue spoglie, sepolte nella cattedrale di Fiesole, furono trafugate dai suoi confratelli e portare nella Chiesa del Carmine a Firenze dove sono custodite in una cappella, eretta dalla sua famiglia. Fu santificato nel 1629 e un suo discendente, papa Clemente XII, gli ha dedicato una seconda cappella in San Giovanni Laterano. La sua festa si celebra il 7 gennaio nella città natale, il 9 gennaio dall’Ordine dei Carmelitani e il 4 febbraio dall’intera Chiesa. Forse ricordando il lupo che precedette l’agnello, i Fiorentini gli attribuiscono la vittoria nella battaglia di Anghiari contro i Visconti, quando dopo ore di lotta su un ponte un vento forte gettò la polvere negli occhi dei nemici, costringendoli a cedere.
Un’attesa di dieci anni
La vinificazione del Vin Santo del Chianti Classico doc segue un percorso lungo e complesso, quasi una causa di beatificazione che per queste bottiglie di Sant’Andrea Corsini è iniziata nel 1997. Le uve, vendemmiate in ottobre, sono state portate nell’appassitoio della fattoria e lasciate sui graticci un po’ più di tre mesi. All’inizio di febbraio vennero diraspate e strizzate in un vecchio torchio a mano. Il mosto fu, quindi, travasato in piccoli caratelli di rovere, sigillati con la ceralacca, dove ha riposato otto anni, passati i quali si è proceduto all’assemblaggio delle migliori botticelle. Una volta imbottigliato, ha ancora atteso un anno per affinarsi.
Oggi, di Sant’Andrea Corsini sono disponibili solo 1.300 bottiglie da 375 millilitri. Per farlo sono state scelte uve di malvasia e trebbiano toscano, coltivate in quarantanove ettari con una densità di circa seimila ceppi ad ettaro. Le viti, allevate a cordone speronato basso, sono esposte a sud, ad un’altitudine tra i 250 e i 350 metri sul mare.

Per ulteriori informazioni si veda la scheda tecnica Vin Santo 1997

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Un bianco dal sangue blu

Birillo Bianco

Si tratta del Birillo bianco prodotto dall’annata 2005 nella Tenuta Marsiliana nel comune di Manciano. E’ l’unico vino bianco prodotto da Principe Corsini che presenta la sua interpretazione del Vermentino. Un vino molto piacevole ideale nel periodo estivo. Per ulteriori dettagli consultare la Scheda Tecnica

Marsiliana 2003

Marsiliana 2003Il vino Marsiliana è un blend composto da diverse varietà di uve che contribuiscono, ognuna attraverso la propria diversità, a creare un uvaggio che sia distintivo della tenuta, in grado di catturare e trasmettere il significato più profondo associato allo stile di vita della Marsiliana. Per caratterizzare in modo univoco ciascuna annata e sottolineare il forte legame che lega il vino alla sua terra e alla famiglia Corsini, ogni anno sull’etichetta di Marsiliana viene riprodotta una diversa immagine fotografica tratta dall’archivio storico del Principe Corsini. L’etichetta del 2000, prima annata prodotta dalla Tenuta Marsiliana, riporta una fotografia del 1900 dal titolo evocativo de “La partenza”, scelta per descrivere l’inizio del lungo viaggio nel mondo dell’enologia intrapreso dalla Tenuta Marsiliana. Per la seconda annata, il 2001, è stata invece scelta, come ideale proseguimento del cammino intrapreso, un’immagine fotografica dal titolo “Proseguendo Sulla Via”. La foto dell’annata 2003 non ha ancora un titolo. Mandate le vostre proposte a info@principecorsini.com tutti coloro che parteciperanno all’iniziativa entro il 20 giugno 2007 riceveranno un omaggio. Per ulteriori informazioni sulle caratteristiche del vino si veda la scheda tecnica marsiliana-2003.pdf

Riserva Cortevecchia

Don Tommaso

Don TommasoCon anticipo rispetto alla tradizionale uscita primaverile, Fattoria Le Corti ha messo in commercio la nuova annata del Don Tommaso. Il 2004 si presenta con una nuova veste: la bottiglia tronco-conica al posto della tradizionale bordolese e una retro etichetta per illustrare in modo schematico le caratteristiche di questo vino che nasce dalle selzione delle migliori uve di Sangiovese, con una piccola aggiunta di merlot. Il Don Tommaso ha un colore rosso rubino profondo, profumo dai toni vanigliati che si armonizzano con grande finezza a sentori di piccoli frutti neri di bosco. Una struttura importante dal gusto intenso e vellutato, in cui eleganza ed equilibrio sono caratteristiche predominanti. Per ulteriori informazioni si veda la Scheda tecnica Don Tommaso

Un vino a 5 stelle

Le Corti

Non sono le stelle del firmamento, ma quelle non meno luminose della rivista Decanter a brillare sulla bottiglia di Le Corti. Il Chianti Classico prodotto dal Principe Corsini nell’omonima tenuta a San casciano in Val di Pesa si è guadagnato il massimo punteggio attribuito dalla prestigiosa rivista inglese. Prodotto con uva Sangiovese, ed in piccola misura Canaiolo e Colorino, Le Corti è un Chianti che riesce ad essere espressione autentica del suo territorio senza perdere però il proprio stile distintivo frutto di una tradizione ed una storia secolari (l’acquisizione dei terreni delle Corti da parte della famiglia Corsini è registrato nel catasto fiorentino dal 1427).
Ha colore rubino intenso, profumo ampio e fruttato, con sapori e aromi di ribes e minerali, presenta una buona corposità con ottimi tannini e fresco nel finale. Per maggiori informazioni sul prodotto si consulti la scheda tecnica Le Corti 2004 Chianti Classico DOCG