INTERVISTA A DUCCIO CORSINI March 13
Con quali vini Principe Corsini si presenta al ProWein?
All’appuntamento di Düsseldorf, dal 21 al 23 marzo, presenterò Luca Furlotti, nuovo export manager di Principe Corsini. Nello stand 3 K 140, Halle 3, di Stopper Vini, presenteremo dal 21 al 23 marzo, allo stand tutta la nostra produzione recente.
Per la Fattoria Le Corti, nel Chianti Classico ci saranno Le Corti 2007, il Cortevecchia 2007, il Don Tommaso 2006. A rappresentare la Tenuta di Marsiliana, nella Maremma grossetana, porteremo invece il Birillo Bianco 2009, il Birillo Rosso 2007 e il Marsiliana 2006.
Sarà anche l’occasione di mostrare, per la prima volta, ai compratori provenineti dai mercati di lingua tedesca il bag in box che contiene 3 litri di Rosso della Costa, prodotto a Marsiliana da uve Cabernet Sauvignon e Merlot.
Naturalmente, nello stand, non mancherà anche il nostro olio Dop bio.
Quali indicazioni offre oggi il mercato italiano?
Per Principe Corsini, il mercato interno ha registrato nel 2009 un incremento del 30 per cento, ma è ancora grande il margine di sviluppo nelle aree che ci interessano, vale a dire quelle del centro nord Italia, dalle città d’arte alle provincie più industrializzate.
E quali, quello internazionale?
Mi aspetto molto dalla nuova figura dell’export manager e mi auguro di ricominciare a crescere anche all’estero. Fino ad oggi, siamo presenti in sedici Paesi che, presto, diventeranno almeno venti/ventidue. Ci occuperemo della Scandinavia e dell’Estremo oriente, escluso il Giappone, dove i risultati si vedono da tempo.
Nessuna crisi dura in eterno, questa è durata abbastanza o ancora in pieno svolgimento?
La crisi è forse superata, ma ora si fanno sentire le conseguenze. Per il vino è iniziata prima, alla fine del 2007, e questo non significa che usciremo prima dalla risacca dopo la tempesta; di sicuro abbiamo avuto più tempo per imparare a nuotare.
Se bastasse un fatto esterno a cambiare le prospettive attuali quale immaginerebbe?
Se devo pensare a qualcosa di straordinario per l’Europa, penso ad un cambiamento radicale dei principi economici che guidano le scelte della BCE. Solo spostando l’attenzione dal piano monetaristico a quello dello sviluppo, potrebbe prodursi uno schock salutare.
Le condizioni metereologiche di questo scorcio di primavera che, in realtà, è un colpo di coda dell’inverno avranno conseguenze a Le Corti e a Marsiliana?
No, non direi proprio