Come è iniziato il viaggio americano di Principe Corsini?
La prima tappa si è svolta, martedì sera, 1° febbraio, al Wine Watch di Fort Lauredale. Gli ospiti hanno partecipato ad una verticale di Don Tommaso Magnum con le annate 1998, 1999, 2001, 2005, 2006, divertendosi molto. Sorpresi dalla longevità di Don Tommaso e dalla sua freschezza, dai profumi e dal corpo. Andrew di Wine Watch ha guidato la degustazione in un atmosfera informale e conviviale. Per tutti è stato difficile individuare un’annata inferiore. Abbiamo anche assaggiato Le Corti 2007 e Birillo 2008 che sono stati molto apprezzati.
Sull’argomento invecchiamento qual’é il punto di vista di Principe Corsini? Risultati ed eventuali obiettivi?
La mia esperienza di produttore è piuttosto breve. Ho iniziato ad occuparmi di Villa Le Corti nel 1992 ed i primi vini importanti risalgono al 1994. Don Tommaso 1994 rappresenta il punto di partenza. L’esperienza, seppure breve, mi ha insegnato che l’attenzione alla coltivazione del vigneto, il rigore nella selezione delle uve raccolte e in seguito la scelta di nuovi cloni frutto della ricerca del Consorzio del Chianti Classico insieme all’Università di Firenze hanno dato e daranno vini longevi. Poi ci sono, naturalmente, le tecniche di cantina: fanno parte del bagaglio, benché io le metta per ultime. A dimostrazione della longevità del Chianti Classico, il Consorzio ha scelto per la degustazione dell’8 febbraio, all’Hotel Hilton di New York il Don Tommaso 1999 Chianti Classico Docg. Un vino che oggi ha quasi 12 anni.
Si tratta di un Sangiovese con un aggiunta del 12% di Merlot che rappresenta al meglio il nostro terroir e prova senza dubbio la rinnovata capacità di invecchiamento di questo vitigno o meglio dei vini del Chianti Classico. Direi, in primis, un successo personale poi del territorio e quindi della denominazione. Dico denominazione poiché si tratta di una precisa scelta di vini, prodotti da uvaggio e non da un singolo vitigno come nel caso del Brunello. In sintesi, l’obiettivo è quello di realizzare un vino piacevole a qualsiasi età.
Cosa rappresenta il mercato americano per i vini prodotti a Le Corti, che tipo di sfida culturale, commerciale e di gusto?
Rappresenta un mercato importante, perché grande e ricco di consumatori intelligenti. La sfida culturale è quella di sempre: il nuovo mondo che assimila il vecchio. Sul piano commerciale significa organizzare la vendita e la distribuzione in un mercato dove ci sono sempre meno operatori e sempre più grandi, spesso guidati nelle loro scelte da un pragmatismo contabile e statistico. Raggiungere il consumatore finale si trasforma in un autentico percorso ad ostacoli, via via più alti.
In generale, il gusto del consumatore americano è meno intuitivo di quello europeo. Qui, per tutto si parte da zero, il cliente è curioso e approfondisce, formando il proprio gusto personale imparando leggendo.
Quale messaggio accompagna i vini Principe Corsini?
Quello che ha reso importante la famiglia Corsini nei tempi e che, oggi, si esprime anche attraverso ognuno dei nostri vini.