INTERVISTA IN VIAGGIO A DUCCIO CORSINI

Guardare il mondo dall’altra parte dell’Atlantico è sempre interessante. Quale sono le sue impressioni?

Il sole sorge molto più tardi che da noi. Nonostante il periodo difficile che ci accomuna mi pare che l’ottimismo sia il punto di forza di questo grande Paese.

Da toscano e da italiano quale riflessioni le suggerisce il mondo californiano del vino?

Ci accomuna la passione per quello che facciamo. In aggiunta direi che, da loro, prevale il business. Dal punto di vista stilistico siamo molto diversi e questo è un bene.
I produttori di qualità stanno percorrendo con maggiore decisione la strada dell’individuazione prima di tutto geografica e territoriale per poi esprimerla nel loro vino.

Cosa piace di più dei vini Principe Corsini?

Il carattere. Di Le Corti mi sono sentito dire che è un Chianti. Non hanno la percezione della differenza tra Chianti e Chianti Classico. Tuttavia, quando un americano si riferisce al Chianti pensa al Chianti Classico, al sangiovese, «by the book».
Quel libro ancora non l’ho trovato, ma condivido la loro sensazione.
Marsiliana e Birillo si avvicinano, forse, di più al loro gusto e sono molto divertiti all’idea di come un Bordeaux blend risulti cosi distante dal Bordeaux.
A Las vegas per esempio comprano Marsiliana, definendolo: the Tuscan Style Bordeaux

Quale è stato, finora, la domanda più sorprendente che le hanno rivolto? e il giudizio più lusinghiero?

Tutte le domande sono in qualche modo sorprendenti e stimolano la risposta e quindi a riflettere.
Il commento più lusinghiero sta nell’occhiata complice; come a dire: finalmente un vino che non segue la moda.

 

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BUONGIORNO CALIFORNIA!

Duccio Corsini, in viaggio negli Stati Uniti, ha partecipato al Dining Around, lo storico programma radiofonico, tra i più seguiti nel nord della California, dedicato ai ristoranti e ai vini.
Grazie all’unico ospite non californiano, nella diretta condotta da Gene Burns, dalle 11 e le 11.30 del 17 settembre, si è parlato anche di Toscana, dei vini e dell’olio di Villa Le Corti e di Marsiliana.
Nella foto, in piedi dietro a Gene Burns, Duccio Corsini è insieme a Paul Ferrari di AG Ferrari food.

 

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CONTINUANO GLI SCAVI A MARSILIANA

Nella valle dell’Albegna che sbocca in mare tra il promontorio di Talamone e il Monte Argentario, dall’800 al 500 circa avanti Cristo, genti etrusche venute da Vulci trasformarono la piana in un importante zona di produzione agricola, commerciando il surplus di derrate con Liguri e Celti.

Un momento degli scavi in corso


Ai campi in basso corrispondevano le fattorie e le necropoli sui crinali delle colline.
Per chi guarda verso l’interno, il paesaggio è dominato dal poggio di Marsiliana con il castello dei Principi Corsini, ultimo rilievo a picco lungo la riva sinistra del fiume.
Il poggio, abitato fin dalla tarda età del bronzo come dimostra il ritrovamento di una capanna sul versante sud, ospitava il villaggio principale all’interno di un insediamento che si sviluppava su di una superficie complessiva di una cinquantina di ettari.
Per quanto visitata in lungo e in largo da cercatori clandestini, il patrimonio di oggetti e soprattutto di conoscenze che l’intera zona custodisce è inestimabile.
Lo dimostrano gli scavi, condotti sotto la direzione scientifica del professor Andrea Zifferero dell’Università di Siena e di Andrea Camilli della Soprintendenza ai Beni archeologici della Toscana.
I due cantieri, che resteranno in attività fino alla fine di ottobre, riguardano la casa delle anfore, investigata dall’etruscologa Elena Santoro, presidentessa dell’Associazione onlus Etruria Nova , che coordina i volontari italiani e internazionali, e una delle grandi tombe a circolo della necropoli di Macchia Buia, su cui si sviluppa il lavoro di Silvia Pallecchi, docente di Metodologia della ricerca archeologica all’Università di Grosseto.
Nel primo caso, le ricerche in corso si sono concentrate su uno degli ambienti della grande fattoria da cui è, per il momento, emerso insieme a frammenti di anfore, di ceramiche e di un brocca ad impasto depurato, un dettaglio della copertura del tetto.
Si tratta di un tipo particolare di tegola, il primo ritrovato quasi del tutto integro, che permetteva l’areazione e l’illuminazione della stanza.
Come era già successo con la casa delle anfore, che aveva restituito un frammento di vita molto più recente, attraverso i piccoli oggetti appartenuti ad un boscaiolo o ad un brigante, anche la tomba a circolo ha iniziato col svelare tracce a noi vicinissime.
Lungo il perimetro di pietre che delimita il tumulo, alto in origine più di due metri, è stata scoperta la base di un capanno di fortuna, risalente ai primi del Novecento, col suo focolare e casalingo corredo di stoviglie.
Accanto al circolo è tornato alla luce anche il deposito che testimonia un’attività di scavo clandestina, risalente ai primi anni Novanta per via delle date di scadenza dei contenitori di generi alimentari.
Dall’analisi delle terra di riporto si può dedurre che furono asportati degli oggetti in bronzo e delle ceramiche. Addirittura alcune olle vennero usate come cestino per la spazzatura e poi abbandonate in frantumi.
Per ulteriori informazioni sui soggiorni di scavo, proposti da Etruria Nova, si può telefonare al numero 349.3613406 o scrivere a info@etrurianova.org
Fino al 31 dicembre 2011 il Museo archeologico di Scansano ospita una mostra che mette in evidenza come i signori di campagna etruschi, venuti a contatto con il mondo greco, si siano dedicati in particolare alla produzione di vino che rappresentava al tempo stesso un bene, un segno di distinzione e la bevanda con cui libare tra i vivi e in onore dei defunti.
Sulle sponde dell’Albegna e dei suoi affluenti, grazie ad un’indagine ancora in corso, sono stati ritrovate delle viti «apparentemente selvatiche, ma domestica in antico»

Nicola Dal Falco

 

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30 PER CENTO DI PRODOTTO IN MENO, MA RIMANE LA QUALITA’

Intervista a Duccio Corsini sulla prossima vendemmia.

Quale è secondo lei la parola chiave di questo scorcio d’estate 2011?

CALDO da far paura. Ero in Sardegna nell’ultima settimana di agosto, ma la situazione in Toscana si è fatta rovente per almeno quattro giorni e mi sono precipitato a vedere. Mi è parsa meno drammatica o almeno…
La qualità c’è tutta sia per quanto riguarda il merlot sia per il sangiovese. Stimiamo che mancherà circa un 30 per cento di prodotto. Inizi di appassimento ne ho visti e quindi faremo meno vino.

La vendemmia sia a Le Corti sia a Marsiliana si annuncia eccellente.
Il risultato è in grado di per sé di dare una spinta al vostro mercato?

Posso confermare un annata molto bella che porterà del grande vino in cantina. In futuro, sicuramente, darà la giusta spinta al mercato, ma per fare una grande annata bisogna essere molti più di uno.

Da quale o quali vini Principe Corsini si aspetta i migliori risultati per il prossimo futuro?

Le annate messe in commercio quest’anno stanno ottenendo ottimi risultati.
Le Corti 2008 piace molto come anche Cortevecchia 2007 e Don Tommaso 2007.
Il Vermentino della Costa 2010, a giugno, era già esaurito e il Rosè Charmat Principe Corsini, le bollicine del Chianti Classico, fatto con il sangiovese sta purtroppo terminando. Non è da meno il Rosè del Sangiovese anche se non rappresenta una novità nel panorama toscano.
I vini di Marsiliana stanno andando molto bene e mi aspetto molto da Marsiliana 2008.
Il Birillo 2009 è quasi tutto venduto e spero di arrivare almeno alla fine dell’anno, quando sarà pronto il Birillo 2010.

 

 

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Will be an excellent and historical harvest

“The harvest of this year – Giuseppe Lucido says, director of Le Corti – will be excellent. Rain and the cool night have avoided negative effects on the vine and guaranteed an uniform and regular maturation”.

There were the same results in Maremma –  Cesare Moncini says, director of Marsiliana – where drought was more serious. We had to use an emergency irrigation cycle. 80-90 mm of rain at the end of July interrupt stop this practice.
The results will be excellent as Le Corti and we have between sixty and seventy tons per hectare depending on the variety”.

At Principe Corsini estate the 2011 harvest being an historical one. Elements as territory, climate and vine contribute to the identity of product.

The timing of the harvest

Le Corti:
Base spumante Sangiovese: 29th e 30th of August;
Colorino e Merlot: from 2nd al 6th of September;
Vinsanto: from 7th to 9th of September;
Sangiovese: from 22th of September to 12th of October.

Marsiliana:
Merlot: from 2nd to 8th September;
Vermentino: from 6th to 10th of September;
Cabernet, Petit Verdot: from 12th to 15th of September.

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Sarà una vendemmia ottima.
Anzi, storica

«In Chianti Classico – dice Giuseppe Lucido, direttore a Le Corti – la vendemmia si annuncia eccellente. Gli effetti dell’ultimo caldo sono stati contenuti sia dalla pioggia sia dalle notti fresche. Abbiamo sanità d’uve grazie ad una maturazione regolare ed uniforme».

«Stessi risultati anche in Maremma – aggiunge Cesare Moncini, direttore di Marsiliana – la siccità avrebbe potuto creare una situazione più critica e per questo siamo ricorsi ad un ciclo d’irrigazione di soccorso. Appena iniziato, però, è arrivato, alla fine di luglio, un acquazzone, rovesciando tra gli 80 e 90 millimetri di pioggia.

«Anche qui, i risultati sono veramente buoni e come a Le Corti la produttività oscillerà, a secondo delle varietà, tra i sessanta e i settanta quintali ad ettaro».

Questa del 2011 sarà, quindi, non solo un’ottima vendemmia, ma una vendemmia storica nelle due tenute Principe Corsini, dove i tre fattori: territorio, clima e vitigno, contribuiranno a marcare ulteriormente l’identità del prodotto.

Il calendario della vendemmia

Le Corti:

Base spumante Sangiovese: 29 e 30 agosto;

Colorino e Merlot: dal 2 al 6 settembre;

Vinsanto: 7-9 settembre;

Sangiovese: dal 22 settembre al 12 ottobre.

Marsiliana:

Merlot: 2-8 settembre;

Vermentino: 6-10 settembre;

Cabernet, Petit Verdot: 12-15 settembre.

 

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